Referendum giustizia: si vota dalle 7 alle 23 di domenica 12 giugno
Politica
di Danila Chenal  
il 11/06/2022

Referendum giustizia: si vota dalle 7 alle 23 di domenica 12 giugno

I 5 quesiti riguardano dalla legge Severino alle misure cautelari alla separazione delle funzioni dei magistrati fino alle nomine nel Csm e all'equa valutazione dei magistrati

Referendum giustizia: si vota dalle 7 alle 23 di domenica 12 giugno. I 5 quesiti riguardano dalla legge Severino alle misure cautelari, fino alle nomine nel Csm. A seguire avranno luogo le operazioni di spoglio. Gli elettori dovranno recarsi al seggio di appartenenza muniti di un documento di identità valido e della tessera elettorale. Qualora l’elettore l’avesse smarrita può richiederne il duplicato in Comune.

Il quorum

Si tratta di un referendum abrogativo, si chiede cioè l’abrogazione totale o parziale di leggi in vigore: votando “sì” si è d’accordo nel volerle abrogare, votando “no” si preferisce invece che rimangano tali. Affinché il referendum sia valido, è necessario che l’affluenza sia almeno del 50% + 1 degli aventi diritto di voto: in caso positivo, sarà poi la prevalenza dei “sì” o dei “no” a decretare la sorte dei singoli quesiti.

La Presidenza della Regione precisa che, a seguito della sottoscrizione di un Addendum al Protocollo sanitario e di sicurezza per lo svolgimento delle consultazioni elettorali e referendarie dell’anno 2022 da parte dei Ministri dell’Interno e della Salute, “in considerazione del mutato quadro epidemiologico rispetto alla data del Protocollo stesso, per l’accesso degli elettori ai seggi, per il solo esercizio del diritto di voto, l’uso della mascherina è fortemente raccomandato” e non è quindi più obbligatorio. Sussiste però la necessità di evitare assembramenti nei seggi ed è obbligatorio rispettare il distanziamento fisico interpersonale di almeno 1 metro.

I quesiti

Abrogazione del decreto Severino (scheda rossa): Abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi; dovrà essere il giudice, di volta in volta, a decidere se, in caso di condanna, occorra infliggere anche la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.

Custodia cautelare (scheda arancione): allo stato attuale, la carcerazione preventiva può essere disposta nei casi in cui venga ravvisato un possibile rischio di inquinamento delle prove in un’inchiesta, di fuga di chi è sottoposto a indagine e il “concreto ed attuale pericolo” di reiterazione del reato. Il quesito referendario proposto, interviene su quest’ultimo aspetto, chiedendo di limitare i casi in cui può essere disposta la misura cautelare per rischio di reiterazione.

Separazione delle funzioni dei magistrati (scheda gialla): il quesito chiede l’abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono a un magistrato di passare dalle funzioni di pubblico ministero a quelle di giudice, e viceversa. Il referendum punta a rendere la scelta definitiva.

Equa valutazione dei magistrati (scheda grigia): il quesito riguarda la «partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari». In sostanza i proponenti mirano a consentire il voto dei laici – avvocati e professori – che siedono nei consigli giudiziari per ottenere giudizi più oggettivi sull’operato dei magistrati.

La riforma del Csm (scheda verde): propone di cancellare la norma che stabilisce che ogni candidatura per l’elezione dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura sia sostenuta da un minimo di 25 e un massimo di 50 presentatori.

(re.aostanews.it)

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