Radar, droni e strumenti per il controllo dei ghiacciai della Valle d’Aosta
montagna
di Luca Mercanti  
il 13/06/2022

Radar, droni e strumenti per il controllo dei ghiacciai della Valle d’Aosta

Approvato il progetto "I ghiacciai valdostani sentinelle del cambiamento climatico". Impegno di spesa di 950 mila euro

Radar, droni e strumenti per il controllo dei ghiacciai della Valle d’Aosta. E’ quanto prevede il progetto “I ghiacciai valdostani sentinelle del cambiamento climatico” approvato oggi, 13 giugno, dalla Giunta regionale.

Il progetto, di concerto con l’assessore Luciano Caveri, è approvato a valere sulle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) in anticipazione sul ciclo di programmazione europea 2021 – 2027, per un importo pari a euro 950.000; il soggetto attuatore è la Fondazione Montagna sicura.

Cambiamento climatico

Il progetto permetterà di affrontare puntuali problematiche relative all’aumento delle situazioni di rischio di origine glaciale, correlate agli effetti del cambiamento climatico, da un lato implementando le iniziative  di studio e ricerca scientifica, dall’altro investendo con strumentazioni di avanguardia adatte al contesto e flessibili per essere impiegate in diversi contesti territoriali di alta montagna.

Caveri: prevedere l’evoluzione nel tempo

“I monitoraggi con radar, droni e strumenti per il controllo delle temperature dei ghiacciai della regione, in particolare di quelli che incombono sulla Val Ferret di Courmayeur, con le realizzazioni di modellistiche specifiche, consentono di interpretare meglio i fenomeni al fine di prevederne l’evoluzione nel tempo e gli impatti sul territorio”, dichiara l’assessore Caveri.

Marzi: fragilità dell’ecosistema

“I ghiacciai sono tra i più sensibili indicatori climatici e il loro progressivo arretramento conferma l’attuale trend di aumento delle temperature medie globale e la fragilità dell’ecosistema in cui viviamo – dice l’assessore Carlo Marzi -.  Sono parte essenziale del nostro territorio: bene paesaggistico, risorsa idrica importantissima, palestra per gli alpinisti, ufficio per le Guide, ma anche fonte di rischio per i territori sui quali insistono, ed è per questo che risulta fondamentale seguirne l’evoluzione e conoscerne le dinamiche”.

(re.aostanews)

 

 

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