Aosta, l’ultimo saluto a Jessica Lesto: «Gesù non indaga, la nostra cara sarà accolta dal Signore»
Mamma Luigi e don Ferdinand benedicono il feretro
CRONACA
di Federico Donato  
il 03/09/2022

Aosta, l’ultimo saluto a Jessica Lesto: «Gesù non indaga, la nostra cara sarà accolta dal Signore»

La 32enne aostana è morta a causa di un'acuta intossicazione di cocaina e il suo corpo era stato trovato dalla Polizia in una buca sull'argine della Dora Baltea

Mamma Luigina e don Ferdinand Nindorera benedicono insieme l’ultima dimora terrena di Jessica. Alle loro spalle, appena fuori dalla chiesa di Saint-Martin-de-Corléans (Aosta), qualche amico della 32enne uccisa da un’overdose e trovata senza vita (il 31 maggio scorso) in una buca sull’argine della Dora Baltea. Alcuni parenti e qualche conoscente.

Don Ferdinand ha appena celebrato il funerale della giovane. Nell’omelia il vice parroco ha detto: «Oggi siamo qui per dare finalmente un omaggio dignitoso alla nostra cara Jessica. Sono stati mesi di dolore e lacrime per tutti. Io sono stato tra i primi a essere informato della tragedia e, ricordo, che ho visto Luigina…una mamma inconsolabile. Anche oggi le voglio dire: non sei sola».

L’ultimo saluto

Jessica Lesto

Citando il Vangelo di Luca, poi, il prete ha aggiunto: «Un giorno Gesù stava camminando con i discepoli e sentì l’urlo di dolore di una donna che aveva perso il suo unico figlio. Gesù si fermò e mostrò compassione, senza indagare su come avesse vissuto il ragazzo, se fosse malato. E anche qui, per Jessica, Gesù non indaga, ma resta accanto alla mamma. Il Signore non può restituirci la nostra cara Jessica, ma ci aiuta con la fede. Lui ci dice che la morte non ha mai l’ultima parola, perché Dio accoglierà Jessica».

Mentre il sacerdote celebra il rito, mamma Luigina è in prima fila insieme a Sandro (lo zio della giovane defunta). Quasi non distoglie lo sguardo da quella bara di legno chiaro coperta da un mazzo di fiori colorati.

Terminata la celebrazione, i presenti si avvicinano al feretro per salutare un’ultima volta “Jessikina” (come la chiamavano gli amici). Una ragazza in lacrime si avvicina e, toccando la bara, dice: «Fai buon viaggio amica mia». Poi corre ad abbracciare mamma Luigina, chiusa in un dolore composto.

Chi era

Jessica aveva 32 anni quando un’acuta intossicazione da cocaina l’ha uccisa. Da qualche tempo viveva in un accampamento improvvisato sull’argine della Dora Baltea insieme al marito (che non risulta più essere in Italia). Proprio lì, a pochi metri da tende e fornelli da campeggio, la Polizia ha trovato il suo corpo.

Una vita sopra le righe la sua, trascorsa navigando su acque spesso agitate. Cresciuta tra viale Europa e viale Conte Crotti, non aveva mai conosciuto il padre.

Nel 2017 il suo nome era balzato agli onori delle cronache a causa di un allontanamento volontario da casa. Del caso si era occupata la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” e, dopo qualche giorno di preoccupazione, mamma Luigina aveva potuto tirare un sospiro di sollievo: le Forze dell’ordine avevano rintracciato la giovane a Torino, stava bene.

(f.d.)

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