Saison culturelle, Palais in piedi per De Gregori e Venditti
Francesco De Gregori e Antonello Venditti Ph. Paolo Rey
CULTURA & SPETTACOLI
di Erika David  
il 29/10/2022

Saison culturelle, Palais in piedi per De Gregori e Venditti

In 1.300 ieri sera per l'apertura della Saison culturelle con la prima tappa del tour nei teatri dei cantautori romani

Saison culturelle, Palais in piedi per De Gregori e Venditti.

Parte col botto l’edizione 2022 della Saison culturelle.

Un Palais Saint-Vincent tutto esaurito e particolarmente caldo ha accolto ieri sera, venerdì 28 ottobre, la prima tappa del tour nei teatri italiani di Antonello Venditti e Francesco De Gregori.

Oltre due ore e mezza di spettacolo con il pubblico in piedi a più riprese fin da metà concerto per poi arrivare ai piedi del palco sulle ultime canzoni.

Il concerto

Si comincia con Bomba o non bomba ed è subito impossibile non cantare e rimanere fermi sulle poltroncine del Palais.

I cantautori duettano, si passano la palla, scherzano, il caciarone Venditti tira fuori un inedito De Gregori, quasi chiacchierone, che scherza sui cori «che come li fanno a Saint-Vincent…», beve la birra offerta dal pubblico sotto il palco, stringe mani.

I due passano in rassegna i brani storici dei rispettivi repertori dalla Leva calcistica della classe ’68 a Generale, da La storia siamo noi a Nata sotto il segno dei pesci e Notte prima degli esami, non mancano Rimmel, La donna cannone, Alice, Ricordati di me, Alta Marea, Che fantastica storia è la vita.

Commovente l’omaggio a Lucio Dalla con la sua Canzone cantata a squarciagola dal pubblico tutto in piedi.

Una decina le coppie che accolgono l’invito di Francesco De Gregori di «alzarsi, prendere per mano il proprio compagno o la propria compagna, gay etero, va bene tutto, non ci importa» e ballare un valzer su Buonanotte Fiorellino.

Generosi anche i bis.

Il Principe rimbrotta Venditti che fuma in libertà sul palco e rivendica la paternità della più bella canzone dedicata alla capitale, Roma Capoccia, proposta in duetto romano-spagnolo in attesa della versione in patois promessa «per la prossima volta».

(erika david)

 

 

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