Baby gang, Manfrin (Lega): «La Valle d’Aosta non è immune al fenomeno»
Andrea Manfrin
CRONACA
di Federico Donato  
il 02/11/2022

Baby gang, Manfrin (Lega): «La Valle d’Aosta non è immune al fenomeno»

Il consigliere del Carroccio ha presentato un'interpellanza citando uno studio (pubblicato sul sito del Ministero dell'Interno) secondo cui la presenza di bande giovanili in Valle è «significativa»

La Valle d’Aosta «non è immune al fenomeno delle Gang giovanili», tanto che lo studio “Le gang giovanili in Italia” di Transcrime (pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno) «riporta una presenza significativa di baby gang nella nostra regione».

Lo ha evidenziato nel corso della riunione del Consiglio Valle Andrea Manfrin, il qualeha presentato un’interpellanza sull’argomento evidenziando come «le bande giovanili, o baby gang, sono una realtà in aumento in Italia, originata prevalentemente da situazioni di disagio familiare o sociale e da mancata integrazione piuttosto che da legami con la criminalità, ma che si esprime con azioni violente e reati, spesso contro coetanei, che richiedono strategie di intervento basate su un’attenta analisi e comprensione del problema».

Manfrin ha quindi chiesto «quali azioni intenda mettere in campo la Giunta regionale per prevenire e contrastare il fenomeno».

Il presidente Erik Lavevaz (che ricopre anche il ruolo di prefetto) ha risposto: «Lo studio di Transcrime fornisce alcuni spunti di riflessione. Ci dice che le gang in Italia sono composte principalmente da meno di 10 individui, tra i 15 e i 17 anni e spesso italiani, che sono coinvolti in azioni che non sempre hanno una rilevanza penale». E’ anche vero, però, che quando i reati vengono commessi si tratta «principalmente di risse, bullismo, lesioni e atti vandalici – ha aggiunto Lavevaz -. La tipologia più diffusa è quella caratterizzata da legami deboli e dall’assenza di una gerarchia e di precisi fini criminali».

Al fine di prevenire la diffusione del fenomeno, comunque, il presidente ha poi elencato alcune attività già avviate o in programma. «Dal 2018 abbiamo un tavolo permanente per la legalità, che rappresenta un luogo di confronto per tutte le istituzioni – ha ricordato -. E abbiamo anche il Tavolo corresponsabilità educativa e legalità».

(f.d.)

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