Area Megalitica, nessuna riapertura per Sen Marteun
CULTURA & SPETTACOLI
di Erika David  
il 10/11/2022

Area Megalitica, nessuna riapertura per Sen Marteun

Il complesso iter per il rinnovo della certificazione antincendio impedisce di riaprire il sito, se ne riparlerà nella tarda primavera

Area Megalitica, nessuna riapertura per Sen Marteun.

Niente da fare, nemmeno per il patrono San Martino, come anticipato lunedì da Gazzetta Matin, l’Area Megalitica di Saint-Martin-de-Corléans riuscirà a riaprire i battenti.

Il parco archeologico è chiuso dal 1° marzo per il secondo lotto dei lavori di allestimento con l’ampliamento del percorso di visita e la realizzazione, tra le altre cose, di un nuovo accesso più scenografico.

La riapertura era prevista inizialmente per il 17 maggio, poi, a causa del protrarsi dei lavori, ad agosto, poi ancora il 4 ottobre. Della settimana scorsa l’annuncio della riapertura l’11 novembre, giorno del patrono, ma alla richiesta di maggiori dettagli la Soprintendente Cristina De la Pierre fa sapere tramite i suoi uffici che no, l’Area Megalitica non riaprirà nemmeno questa volta, nonostante quanto ancora oggi si legge sul sito della Regione. 

Alla base dei continui ritardi c’è il rinnovo della certificazione antincendio che ha un iter più complesso rispetto al previsto.

Da alcuni approfondimenti sarebbe emerso che adeguare alla visita un cantiere, perché i lavori del secondo lotto non sarebbero comunque finiti, richiederebbe altre ingenti somme. Probabilmente la scelta ricadrà sulla chiusura del sito fino al termine lavori e potrebbero volerci ancora svariate settimane.

Nei giorni scorsi le guide turistiche hanno ricevuto comunicazione di non organizzare visite guidate al sito per i prossimi mesi.

Della riapertura non si parlerà probabilmente più prima della prossima primavera.

Il II lotto di lavori

I lavori relativi al II lotto di allestimento del Parco archeologico di Saint-Martin-de-Corléans, per un investimento di circa 7 milioni 600 mila euro, riguardano la «valorizzazione degli elementi presenti nel sito relativi all’ arco temporale che va dalla tarda età del ferro, all’epoca romana, all’epoca tardo antica ed infine a quella medioevale, al fine di dare identità e completezza di informazione al pubblico che visita l’area» si legge nella descrizione.

Gli interventi rientrano nell’Accordo operativo tra la Regione e il Ministero per i beni le attività culturali e per il turismo, e prevedono la realizzazione:

  • di un’area con funzione di introduzione al museo;
  • della sezione dedicata alla protostoria;
  • di aree per ristoro, per mostre temporanee e di una sala didattica;
  • del centro di interpretazione del sito del periodo romano;
  • dell’allestimento della Sala Civica stesso livello dell’area archeologica;
  • di un grande ambiente attrezzato per incontri e conferenze sia per i residenti del quartiere sia per i convegni legati inerenti gli argomenti trattati nel Polo culturale di Saint-Martin-de-Corléans.

Inoltre, il finanziamento del Fondo per lo sviluppo e la coesione sancito dall’Accordo, servirà per restaurare oggetti di epoca romana da inserire nelle vetrine del museo e le stele antropomorfe da esporre nella Sala delle stele e per effettuare l’analisi della necropoli, lo studio completo dell’età romana e delle varie epoche storiche al fine di acquisire la conoscenza necessaria per l’apparato didattico e l’esposizione degli oggetti, nonché ulteriori attività connesse e a corollario di quelle sopra elencate, propedeutiche all’apertura al pubblico del complesso museale.

Gli interventi previsti dall’Accordo operativo per il progetto del parco archeologico di Saint-Marin de Corléans concorrono alla creazione di un vero e proprio polo culturale di rilevanza europea, per la ricchezza e la particolarità delle testimonianze e dell’unicità del luogo sia a livello nazionale sia europeo: l’area megalitica è infatti inserita anche tra i siti archeologici afferenti alla Megalithic routes, la rete creata attraverso il coordinamento del Consiglio d’Europa che sposa i principi del turismo a basso impatto.

(erika david)

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