Consiglio Valle: solidarietà unanime al popolo iraniano
epa10201570 A woman gets her hair cut during a protest against strict laws in Iran and to support Iranian people following the death of 22-year-old Mahsa Amini, in front of the House of Representatives in The Hague, the Netherlands, 23 September 2022. Amini was arrested in Tehran on 13 September by the morality police, a unit responsible for enforcing Iran's strict dress code for women. She fell into a coma while in police custody and was declared dead on 16 September. EPA/LEX VAN LIESHOUT
ATTUALITA'
di Danila Chenal  
il 16/12/2022

Consiglio Valle: solidarietà unanime al popolo iraniano

Tutti i gruppi hanno sottoscritto la risoluzione illustrata in aula da Chiara Minelli (Pcp)

Consiglio Valle: solidarietà unanime al popolo iraniano.

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una risoluzione di solidarietà al popolo iraniano sottoscritta da tutti i gruppi.

Il testo

Il testo condanna «con la massima fermezza l’imposizione violenta di regole religiose, i maltrattamenti, gli arresti, le violenze, la tortura, gli abusi, le restrizioni delle libertà personali perpetrate dalle autorità iraniane nei confronti degli oppositori del regime; esprime solidarietà al popolo iraniano, in particolare alle donne e ai giovani che guidano la protesta; sostiene con forza le legittime aspirazioni del popolo iraniano alla libertà e all’esercizio dei fondamentali diritti umani; invita i parlamentari valdostani ad operare affinché il Parlamento condanni ufficialmente e in modo netto la sistematica violazione dei diritti umani da parte delle autorità iraniane e il governo assuma opportune iniziative».

L’illustrazione

L’iniziativa è stata illustrata dalla vicecapogruppo di Pcp, Chiara Minelli: «L’Iran è stato rimosso dal Comitato Onu sui diritti delle donne fino al 2026: è questo un forte messaggio di condanna nei confronti del governo iraniano così come rappresenta l’espressione della solidarietà nei confronti delle donne e dei giovani. Crediamo che sia importante che anche il Consiglio regionale faccia sentire la propria voce e siamo contente che tutti i gruppi abbiano sottoscritto la nostra risoluzione».

La condivisione

«Abbiamo condiviso e sottoscritto con convinzione questa risoluzione – ha affermato il capogruppo Av-Vda Unie, Albert Chatrian -, perché riteniamo giusto e necessario che un’istituzione come la nostra, che si fonda sui principi costituzionali libertà e democrazia , prenda posizione quando, in altri Paesi, questi stessi valori vengono sistematicamente negati e calpestati».

«Non possiamo che unirci a questa manifestazione di solidarietà nei confronti del popolo iraniano – ha dichiarato il consigliere di Fp-Pd Andrea Padovani – che chiede libertà e che da mesi vive nel terrore della repressione di un regime che perseguita minoranze, mette a tacere i suoi oppositori e incarcera giornalisti e nel quale il sangue scorre troppo e da troppo tempo».

Il capogruppo della Lega Vda, Andrea Manfrin, ha sottolineato che «il problema sollevato da questa triste vicenda, uguale a migliaia di tante altre tristi vicende, vicine a noi, come quella di Saman, per esempio, ci impone di condannare con fermezza le imposizioni violente di regole religiose e di rifiutare, culturalmente, qualsiasi imposizione che voglia promuovere la sharia in qualunque parte del mondo perché, ovunque arrivi, produce sempre i medesimi terribili effetti».

«La nostra assemblea è il luogo più adeguato per esprimere democraticamente i grandi risultati che l’umanesimo ha portato: poter esprimere democraticamente, con un voto, questo tipo di vicinanze. La democrazia passa anche per questi piccoli grandi voti» ha aggiunto il capogruppo di Stella Alpina Carlo Marzi.

Il presidente del Consiglio, Alberto Bertin, ha chiuso il dibattito evidenziando che l’assemblea è intervenuta «spesso sulla questione del popolo curdo. Jina Amini, la cui morte ha dato il via alle proteste in Iran, era una donna curda: ‘vita donne e libertà’ è lo slogan della rivolta in Iran che riprende quello del movimento curdo, che ha nell’emancipazione delle donne un elemento importante. Ad esempio in Siria, a Kobane, le guerrigliere curde – islamiche peraltro – hanno fermato l’Isis e difeso la civiltà. Ci auguriamo che questa battaglia provochi una rivoluzione in Iran riconoscendo anche i diritti del popolo curdo».

(re.aostanews.it)

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