Aosta: confermato il programma del Capodanno, ma in consiglio è polemica
di Alessandro Bianchet  
il 27/12/2022

Aosta: confermato il programma del Capodanno, ma in consiglio è polemica

Esibizioni di Erik é le Poudzo valdotèn, laser show e concerti per i più giovani tra Giacosa e piazza Chanoux; le minoranze insorgono su tempistiche e mancanza di programmazione

Non mancano le polemiche nel consiglio comunale in vista del Capodanno 2022 di Aosta.

Il programma, che prevede una parentesi per i giovani e l’esibizione di Erik é le Poudzo valdotèn al Giacosa, nonché il laser & music show di piazza Chanoux, fanno storcere non poco il naso alla minoranza, che boccia, quantomeno, le tempistiche e si chiede come mai solo per Aosta incidano così tanto i costi della sicurezza.

Il programma del Capodanno

Il Comune, per prima cosa, ha ufficializzato il programma anticipato da Gazzetta Matin.

La serata si aprirà al Teatro Giacosa, alle 21, con “Aspettando la mezzanotte”, parentesi dedicata ai più giovani con le esibizioni degli artisti rap Jakido, Peter Blame e del gruppo D+.

Alle 23.30, sul palco saliranno Erik é le Poudzo valdotèn, la formazione di musica popolare e tradizionale guidata dalla fisarmonica di Erik Bionaz.

Lo spettacolo si protrarrà oltre la mezzanotte, ma per chi preferisse brindare all’aperto, in piazza Chanoux ci sarà uno spettacolo di luci e musica sincronizzata.

Il light laser & music show verrà ripetuto più volte nel corso della serata, con effetti visivi e accompagnamento sonoro e immersivo.

Per consentire lo svolgimento dello spettacolo, ci saranno modifiche al traffico.

In particolare, dalle 19 del 31 dicembre alle una del 1° gennaio, la piazza sarà chiusa al traffico si per i mezzi di trasporto pubblico che per quelli autorizzati al transito e sosta in ZTL.

L’attacco

Ma come detto, in consiglio comunale la cosa non è stata accolta molto bene.

A lanciare la stoccata, in prima battuta, è stata la consigliera di Renaissance, Roberta Carla Balbis, che nella mozione presentata ha preso atto delle «difficoltà» che hanno portato a rinunciare al Capodanno in piazza.

«È uno degli eventi principali e tanti organizzano le vacanze tenendo conto delle possibili iniziative – ha detto -. Avete messo in campo un’alternativa a ridosso della data, non comunicandola adeguatamente, in un periodo che una città turistica deve ritenere particolarmente importante».

Per questo Balbis ha richiesto di «programmare attività ed eventi con maggiore attenzione e cura», visto che costituiscono anche una «leva turistica».

La maggioranza

L’assessora alla Promozione turistica, Alina Sapinet, ha ricordato come la programmazione sia cominciata ad «agosto», ma abbia poi subito un alt con lo stop al finanziamento legato al Fondo unico del turismo.

«Dal confronto, anche per questioni economiche, abbiamo deciso per altro – ha concluso -. Si sanno solo a fine anno i fondi a disposizione, speriamo per il prossimo di non arrivare con questi tempi».

Il sindaco

Parla di scelta «ponderata» il sindaco Gianni Nuti.

«Si può migliorare tutto, ma è stata una scelta deliberata – ha detto -, così come la scelta di spostare il budget su altre voci. Forse la chimera del “Funt” ci ha accecati, ma è anche vero che la gente non viene qui a Capodanno per l’evento in piazza, ma per altro. Se non si ha una star, non ha senso blindare la piazza».

Ricordando come la «responsabilità è nostra, si va in galera senza passare dal via», il primo cittadino ha poi chiuso: «Magari è una scelta errata, ma l’operato non si giudica solo dal Capodanno; è innegabile che qualcosa si sia mosso».

Le ultime stoccate

«Forse dovrete iniziare a gennaio a programmare – ha ribattuto Balbis -, sempre se pensate che questi eventi abbiano senso. O almeno comunicate, così da poter almeno indirizzare i turisti. La scelta ci può anche stare, ma la tempistica non va bene».

Sylvie Spirli (Lega) ha evidenziato come «per il terzo anno consecutivo, dopo i due limitati dalla pandemia, il Comune ha rinunciato a organizzare qualcosa in piazza – ha esclamato -. C’è un problema di programmazione. Siamo una città turistica, ma anche quest’anno chi viene da noi, magari per il Marché, non si trova nulla. L’auspicio è che dagli errori si impari, almeno sulla qualità».

Sergio Togni (Lega) si augura che «Aosta non si porti sempre dietro la nomea di città per nonni, non proprio degna di una località turistica», mentre Cristina Dattola (Renaissance) conclude elencando gli eventi di Andora. «Mi intristisce che Aosta non riesca a organizzare tutto questo».

Divieto botti

Con l’ordinanza del 23 dicembre, inoltre, il Comune di Aosta ha anche stabilito che dal 31 dicembre all’8 gennaio sarà in vigore il divieto di fare esplodere botti, sparare con armi da fuoco, lanciare razzi, accendere fuochi d’artificio, innalzare aerostati con fiamme, mortaretti e/o similari, cagionare esplosioni e accensioni pericolose, far esplodere qualsivoglia articolo pirotecnico, accendere articoli pirotecnici, su tutto il territorio comunale.

«Sebbene legalmente venduti e commercializzati – fa sapere l’amministrazione di piazza Chanoux -, l’utilizzo di tali dispositivi costituisce un rischio potenziale per l’incolumità pubblica, e potrebbe infastidire e spaurire eventuali animali vaganti, oltreché cagionare situazioni potenziali di innesco di incendi pericolosi».

Inoltre, secondo il Comune, «eventuali ferimenti o traumatismi causati da tali pratiche comporterebbero il congestionamento dei servizi di primo soccorso e cura emergenziale presso i presidi ospedalieri, già gravati a causa della situazione di attuale incremento dei casi di complicazioni a seguito dell’influenza e all’attenuato, ma ancora perdurante, contagio da Covid-19».

(alessandro bianchet)

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