Frana Pré-Saint-Didier: richiesto lo stato di calamità, la messa in sicurezza costerà altri 6 milioni di euro
La frana che ha interessato Pré-Saint-Didier
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 12/01/2023

Frana Pré-Saint-Didier: richiesto lo stato di calamità, la messa in sicurezza costerà altri 6 milioni di euro

L'assessore Carlo Marzi ha sottolineato la necessità di procedere alla realizzazione di tre ulteriori barriere paramassi a protezione della SS26

Costeranno circa 6 milioni di euro, a carico di Regione e Anas, i lavori per la messa in sicurezza della SS26, interessata dalla frana nel tratto di Pré-Saint-Didier, per la quale la Regione richiede anche lo stato di calamità.

La notizia è arrivata dal consiglio regionale, in risposta a due interrogazioni e un’interpellanza depositate dalla Lega, che ha chiesto di fare il punto sui lavori di ripristino.

«Il monte si sta sfaldando»

«Il monte si sta sfaldando – ha evidenziato il consigliere Erik Lavy -, ci sono quindi dei rischi reali. Se non ci fosse stata la strada del Colle San Carlo, La Thuile sarebbe stata completamente isolata con gravi danni alla stagione turistica».

«Stato di calamità»

L’Assessore alle opere pubbliche, Carlo Marzi, ha rivelato che la Regione ha avviato «la procedura per la dichiarazione dello stato di calamità – ha spiegato -. Questo consentirà di operare con ancora maggiore efficacia e rapidità nella realizzazione dei successivi interventi».

Entro la fine della prossima settimana, poi, «saranno ultimate le opere di protezione previste – ha continuato Marzi – e ANAS provvederà alla completa riapertura della statale 26 a collegamento con La Thuile».

Gli interventi effettuati

Nell’incontro di martedì 10 gennaio tra Regione e Anas sono stati poi delineati i futuri interventi.

«Al fine di continuare ad assicurare minori disagi sulla regionale 39, abbiamo chiesto ad ANAS di ripetere l’apertura provvisoria della statale 26» ha continuato l’assessore, snocciolando poi gli ingenti interventi che interesseranno il tratto.

«Gli interventi comprendono l’immediata realizzazione di un rilevato paramassi provvisorio per ridurre il rischio sulla SS26 e sulle case – ha spiegato Carlo Marzi -, la bonifica del canalone interessato dallo scivolamento dei massi, la bonifica della SS26 dai massi ciclopici, il ripristino della viabilità con l’adozione di una procedura di gestione della stessa da attivare in caso di condizioni meteo tali da poter determinare nuovi crolli».

La stessa ANAS ha poi provveduto a risistemare la sede stradale e ha «posato le protezioni in sostituzione dei guard-rail divelti dal crollo – ha evidenziato -. Il rilevato in corso di costruzione presenta una lunghezza di 43 metri per una altezza di 5,50 metri. La sua altezza è variata anche in funzione della difficoltà di scavare un vallo a monte, a causa della presenza di un cavo di proprietà di CVA».

Il tutto per un costo totale di 300 mila euro.

Gli interventi futuri

Dalle valutazione geologiche, però, è emerso altro.

«È emersa la necessità di realizzare ulteriori opere, a carattere definitivo, di mitigazione del rischio – ha specificato Carlo Marzi -. Queste prevedono la realizzazione di tre valli-barriere paramassi, una delle quali a monte del rilevato paramassi in corso di realizzazione, in modo da estendere l’area di protezione a monte della strada statale, per costi complessivi tra ANAS e Regione che ammontano a circa 6 milioni di euro».

(al.bi.)

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