Protesi al pene, ad Aosta il primo intervento al mondo con una nuova tecnica
L'intervento eseguito all'Ospedale Parini
Sanità
di Erika David  
il 04/04/2023

Protesi al pene, ad Aosta il primo intervento al mondo con una nuova tecnica

L'équipe di urologia dell'Ospedale Parini ha effettuato un complesso intervento chirurgico multiplo di protesi al pene con una tecnica innovativa

Protesi al pene, ad Aosta il primo intervento al mondo con una nuova tecnica.

L’équipe di urologia dell’Ospedale Parini ha effettuato un complesso intervento chirurgico multiplo mettendo a punto una tecnica innovativa.

Una tecnica innovativa, usata per la prima volta al mondo, ha consentito il posizionamento di protesi peniena tricomponente e sfintere urinario per via combinata perineale e infrapubica in un paziente che dopo l’asportazione della prostata soffriva di incontinenza urinaria e deficit erettile.

L’équipe

A eseguire l’intervento, all’Ospedale Parini di Aosta, l’équipe formata dall’andrologo Emanuele Baldassarre, dal direttore della Struttura complessa di Urologia Emanuele Castelli, e dalla dottoressa Asia Sabatino, specializzanda in Urologia dell’Università di Torino.

I dottori Emanuele Baldassarre ed Emanuele Castelli, l’infermiere Mattia Bono, la dottoressa Asia Sabatino, l’infermiere Andrea Suman, la dottoressa Elena Boris

L’intervento

Il paziente, un sessantenne proveniente da fuori regione, sta bene e ha avuto un buon decorso post operatorio.

«Si tratta del primo intervento al mondo di questo tipo perché abbiamo proceduto con l’approccio classico per via perineale dello sfintere urinario utilizzando l’incisione infrapubica attualmente in uso per la protesi peniena» spiega il dottor Baldassarre.

«Il passaggio per via infrapubica permette una ripresa postoperatoria molto veloce, in quando non viene interessato lo scroto» aggiunge.

«In casi di deficit erettile e incontinenza urinaria severa post prostatectomia, come in questo paziente, si può scegliere se posizionare prima la protesi peniena o lo sfintere, in base a quale problematica riveste un maggiore impatto sulla qualità della vita del paziente stesso» precisa Baldassarre.

«In casi selezionati, come questo, i due interventi possono essere eseguiti in simultanea e generalmente viene scelta una tecnica per via penoscrotale, che comporta due ore di lavoro in una zona molto delicata a livello nervoso e non appare anatomicamente ottimale per entrambi i dispositivi. Da qui nasce l’idea di combinare l’approccio classico perineale, con quello infrapubico: dare al paziente l’optimum da entrambe le tecniche».

La tecnica illustrata in un convegno

L’intervento sarà ripetuto nei prossimi giorni su un paziente valdostano.

La tecnica sarà poi presentata a livello nazionale e internazionale nei prossimi appuntamenti del settore: un convegno a Roma a giugno e un altro a Dubai a settembre.

Il centro di andrologia

La nuova procedura si inserisce in un percorso di crescita dell’andrologia valdostana, fondata circa 30 anni fa dal dottor Teresio Enria, morto di recente.

«Oggi il nostro Centro – sottolinea Baldassarre – sta utilizzando, da circa 6 mesi, la nuova tecnica mininvasiva infrapubica per la protesi peniena attraendo numerosi pazienti da fuori regione, anche perché la Regione Autonoma Valle d’Aosta è una delle pochissime in Italia che prevede questi interventi (in un numero limitato) all’interno dei Lea (livelli essenziali di assistenza, ndr)».

La Valle d’Aosta ha inoltre ospitato a ottobre 2021, in piena pandemia, il Congresso macroregionale Lombardia-Piemonte-Valle d’Aosta di andrologia, uno dei primissimi in presenza e tra tre settimane ospiterà i lavori del Nau, Congresso Nazionale di Andrologia, che si terrà il 20-21 aprile alle funivie Skyway di Courmayeur.

Il titolo è Climate change: the future is Nau e verterà sugli effetti del cambiamento climatico sulla salute andrologica, un argomento quanto mai attuale.

«La crescita dell’Andrologia – spiega il direttore della Struttura complessa Emanuele Castelli – si inserisce in un percorso più ampio di innovazione tecnologica della SC Urologia, con l’acquisizione della tecnica fusion per la biopsia prostatica, l’imminente acquisto del laser al Tullio per il trattamento dell’ipertrofia prostatica e il prossimo inserimento della nuovissima tecnica Rezum per l’abbattimento delle liste d’attesa della patologia prostatica».

«L’Urologia di Aosta – continua il dottor Castelli – mantiene la sua tradizione di polo d’attrazione per pazienti di fuori regione, coprendo praticamente tutti i campi dell’Urologia: robotica, endoscopia, andrologia, uroginecologia, urologia funzionale, urologia pediatrica. La sfida sarà quella di attrarre medici e gli sforzi della Direzione Strategica in questo senso sono massimi».

(re.aostanews.it)

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