Cervino, Nadir Maguet non ce la fa per 5 minuti, il record rimane a Kilian Jornet
Nadir Maguet al traguardo con il trail runner Giuliano Cavallo (Ph. Giuliano Cavallo)
montagna
di Erika David  
il 22/08/2023

Cervino, Nadir Maguet non ce la fa per 5 minuti, il record rimane a Kilian Jornet

A 10 anni dal record dello spagnolo, il Mago ha tentato di riportare in Valle d'Aosta il record di salita e discesa al Cervino che rimane di 2 ore 52 minuti e 2 secondi

Ha mancato di 5 minuti l’appuntamento con la storia del Cervino, Nadir Maguet.

L’alpino di Torgnon oggi, a dieci anni dall’impresa di Kilian Jornet, ha tentato di riportare in Valle d’Aosta il record di salita e discesa del Cervino,  14 km e circa 2500m di dislivello positivo, un tempo appartenuto a Bruno Brunod.

Lo spagnolo, il 21 agosto 2013, salì e discese la vetta del Nobile Scoglio in 2h52’2″, polverizzando il precedente record dello skyrunner di Châtillon, Bruno Brunod, di 3h14′ registrato nel 1995.

Il tentativo di Maguet

Partito alle 10 di questa mattina dal centro di Breuil Cervinia Maguet è salito ai 4.478 metri della vetta in 2h06’30”, in ritardo di 10 minuti rispetto al 1h56’15 di Jornet del 2013.

Pochi minuti prima delle 13 il Mago è rientrato in paese accolto dalla folla fermando il cronometro sulle 2h57’21”.

Cinque minuti e 19 secondi di troppo.

L’impresa dell’alpino valdostano probabilmente è stata condizionata dalle temperature proibitive di oggi, con il termometro che in vetta al Cervino segnava oltre una decina di gradi sopra lo zero.

«Ha preso le misure»

Ad attendere Nadir Maguet al traguardo oltre a un emozionato Bruno Brunod, anche il trail runner Giuliano Cavallo che non ha dubbi: «È Nadir è stato un grande, secondo me ha preso le misure e il prossimo anno ce la farà».

Cavallo sottolinea che rimanere a 5 minuti dal record avendo la gamba stanca per altre imprese recenti e con le temperature bollenti di questi giorni è già di per sé un record.

«Dieci anni fa con il tentativo di Kilian Jornet non c’era tutto questo caldo e anche la montagna era completamente diversa, con neve dura che permettevano lo scivolamento in discesa, adesso è praticamente tutta roccia» evidenzia il trail runner.

«Chapeau per quello che ha fatto, bisogna solo inchinarsi»

(erika david)

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