Professioni di montagna, Brunod: «l’abusivismo è un problema anche in Valle d’Aosta»
Al salone Viglino di Palazzo regionale, l'assemblea annuale delle Guide di alta montagna
montagna
di Danila Chenal  
il 09/02/2024

Professioni di montagna, Brunod: «l’abusivismo è un problema anche in Valle d’Aosta»

Per l'assessore Grojacques è «fondamentale il ruolo dell'Unione valdostana guide di alta montagna nel sensibilizzare il territorio rispetto alla lotta all'abusivismo»

Professioni di montagna, Brunod: «l’abusivismo è un problema anche in Valle d’Aosta»

«L’abusivismo è sinonimo di mancata preparazione e può arrecare un serio pregiudizio alla sicurezza delle persone che si rivolgono ai finti professionisti della montagna» ha denunciato il vicecapogruppo di Rassemblement Valdôtain Denis Brunod. Per l’assessore al Turismo Giulio Grosjacques «l’Unione valdostana guide di alta montagna può giocare un ruolo fondamentale nel contrasto dell’abusivismo, segnalando tempestivamente situazioni dubbie».

La risposta

«Siamo a conoscenza del fatto che ci sono professioni e realtà commerciali, soprattutto estere, che in virtù di una scarsa conoscenza delle norme o forse di un’interpretazione molto flessibile delle stesse, svolgono attività varie in Valle d’Aosta – ha risposto l’assessore Grosjacques -. Come assessorato non abbiamo alcuna competenza di tipo sanzionatorio: in caso di esercizio abusivo della professione devono infatti intervenire le forze dell’ordine per l’identificazione del presunto trasgressore, le contestazioni del caso e la trasmissione della documentazione all’autorità giudiziaria».

Per proseguire: «Non è in ogni caso immaginabile che le forze dell’ordine possano presidiare l’intero territorio: è quindi fondamentale il ruolo dell’Unione valdostana guide di alta montagna nel sensibilizzare il territorio rispetto alla lotta all’abusivismo e nel creare una rete con i diversi attori per la segnalazione tempestiva di situazioni dubbie. Di certo l’utilizzo delle divise da parte degli accompagnatori di media montagna valdostani e delle guide alpine, così come previsto dalle leggi regionali di riferimento, consentirà una loro pressoché immediata riconoscibilità e agevolerà l’azione di monitoraggio».

La replica

Nella replica Brunod ha sottolineato: «Le azioni da mettere in campo vanno nella direzione giusta per fare maggiore rete tra gli operatori del settore oltre che per fornire la giusta informazione ai nostri ospiti. Sono iniziative che potranno contrastare l’abusivismo, che non fa bene all’immagine qualitativa della Valle d’Aosta e che porta a condizioni di rischio maggiori per chi frequenta la montagna. Attraverso queste azioni sinergiche riusciremo a valorizzare sempre più le professioni della montagna».

di segreteria 
il 07/09/2026
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