Canile regionale: la denuncia della volontaria: «8 anni con Dafne cancellati da un whatsapp»; il gestore: «scelto il miglior percorso di affiancamento per il cane»
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di denuncia della volontaria che si è vista estromettere dalle visite e uscite con una pitbullina anziana e malata e le ragioni della direzione della cooperativa che gestisce la struttura regionale
Canile regionale: la denuncia della volontaria: «8 anni con Dafne cancellati da un whatsapp».
Il gestore: «scelto il miglior percorso di affiancamento per il cane».
Da un lato, la denuncia di una storica volontaria del canile gattile regionale che non ha più potuto incontrare la cagnetta anziana e cardiopatica che ha seguito per 8 anni.
All’improvviso e, secondo la volontaria, in modo arbitrario. Prima con i permessi centellinati, poi neppure quelli.
Dall’altro, le ragioni del gestore del canile che parla di un percorso di inserimento di una nuova volontaria e della sospensione e riduzione delle passeggiate legate alle temperature roventi e alla necessità di stabilizzare la terapia farmacologica della cagnetta.
Il direttore sanitario ha quindi scelto di dare priorità al percorso di affiancamento con la nuova volontaria, riservando a lei le uscite con Dafne.
Qualche settimana dopo, le condizioni della pitbullina sono peggiorate e dopo un intervento chirurgico, Dafne è morta il 2 settembre.
Secondo la direzione del canile, la comunicazione è stata data tempestivamente a tutti i volontari attraverso la chat che viene utilizzata per le comunicazioni tra la direzione ed i volontari.
La volontaria invece parla invece di «8 anni insieme cancellati da un whatsapp».
Qui sotto, riportiamo integralmenta la lunga lettere della volontaria A.
Riportiamo integralmente, anche le considerazioni della cooperativa Il Melograno, alla quale ci siamo rivolti per chiedere spiegazioni.
A fine maggio, la stessa volontaria era stata suo malgrado protagonista di una vicenda che aveva riguardato il cane Boss, che nel fine vita, non aveva più potuto frequentare.
La lettera aperta della volontaria A.
Otto anni insieme cancellati da un messaggio WhatsApp: addio alla piccola Dafne.
Ci sono vicende che impongono una riflessione collettiva e profonda. Una riflessione che si rende oggi necessaria, all’indomani della pubblicazione di un recente comunicato stampa istituzionale in cui si celebravano l’organizzazione della struttura e l’operato dei volontari all’interno del Canile Gattile Regionale.
La storia che desidero raccontare nasce proprio dal bisogno di far emergere la contraddizione tra una narrazione pubblica che esalta e ringrazia chi dona il proprio tempo e la realtà di decisioni gestionali interne che, nei fatti, ne calpestano il lato umano e il rispetto.
Non si tratta di una contestazione legata al Regolamento vigente della struttura, ma di una profonda presa di coscienza sulle conseguenze di una scelta che ha interrotto bruscamente una lunga relazione affettiva.
Sono una volontaria della struttura dal 2005.
Nel 2018 mi fu affidata Dafne, una magnifica pitbullina grigia arrivata gravida in canile: i suoi piccoli trovarono subito adozione, mentre lei rimase indietro.
All’inizio era una cagnetta nevrile, carica di paure legate al suo passato difficile.
Il lungo lavoro relazionale svolto su di lei – impostato proprio in funzione della sua adottabilità – l’ha trasformata in modo meraviglioso, rendendola socievole, affettuosa, curiosa e con un perenne sorriso, come ben sanno tutti coloro che hanno avuto l’onore di conoscerla.
Chi l’ha incontrata ricorda la sua straordinaria voglia di vivere e un’esuberanza contagiosa che portava gioia a chiunque le stesse vicino.
Il sogno per lei sarebbe stata una bella adozione in una famiglia che, come purtroppo spesso capita, non è mai arrivata.
Tuttavia, nonostante si sia fatto il possibile e benché nel tempo non sia arrivata l’opportunità giusta – spesso a causa di incompatibilità con altri animali o di condizioni abitative non adeguate alle sue specifiche esigenze –, Dafne è comunque riuscita a compiere un profondo cambiamento emotivo e a crescere in modo straordinario, trovando la sua dimensione in una routine serena, fatta di uscite regolari e di punti di riferimento stabili e importanti per lei: dagli operatori della struttura alla sottoscritta ai numerosi amici pelosi e umani con cui ormai si relazionava con grande disinvoltura.
Un legame profondo, il nostro, che non ha mai costituito un ostacolo alla sua adozione: Dafne, infatti, si affidava tranquillamente e con totale serenità anche ad altri volontari e ad altre persone della struttura.
Di recente, le era stata diagnosticata una grave sincope cardiaca.
Ormai entrata nell’età anziana e con un quadro clinico così compromesso, la stabilità affettiva di quei riferimenti storici risultava fondamentale.
A inizio agosto, tuttavia, questo percorso è stato interrotto.
Il responsabile dei volontari e dei cani, dipendente della struttura, mi ha inviato una sequenza di sbrigativi messaggi WhatsApp: il 1° agosto mi comunicava che Dafne non sarebbe stata disponibile per l’uscita del giorno successivo; nei giorni del 2 e dell’8 agosto, sempre tramite messaggi di testo, riduceva drasticamente le nostre uscite, accordandomene prima soltanto due a settimana e poi una sola, fino ad arrivare all’ultimo testo del 14 agosto in cui decretava l’interruzione definitiva e l’affidamento esclusivo della cagnetta ad altri volontari.
Non contesto in alcun modo il fatto che Dafne sia stata affidata anche al supporto di altri volontari; ciò che rimane incomprensibile è la scelta di escludere totalmente me, privando la cagnetta di un riferimento importante proprio nel momento di massima fragilità della sua vita.
Sono perfettamente consapevole del fatto che le mie ore con lei non costituivano una terapia medica, ma per Dafne significavano il diritto di vivere gli ultimi momenti con un volto familiare.
Ciò che rende questa gestione ancora più inaccettabile è la totale arbitrarietà dei criteri adottati.
Questa modalità di sradicare e azzerare relazioni consolidate, senza neppure far pervenire al diretto interessato alcuna spiegazione ufficiale sensata da parte della Direzione o dei referenti comportamentali, non rappresenta purtroppo un episodio isolato all’interno della struttura, essendosi già verificata con dinamiche analoghe nei confronti del volontariato storico.
Un modus operandi inspiegabile e privo di motivazioni oggettive, specialmente se si considera che per altri cani la condivisione delle passeggiate tra diversi volontari avviene quotidianamente e in totale armonia.
Ieri, 2 settembre 2026, ho appreso della scomparsa di Dafne, leggendo un messaggio collettivo sulla chat comune della struttura.
Non aver potuto condividere con lei le sue ultime settimane di vita lascia un vuoto incolmabile e un senso di profonda ingiustizia, evidenziando una gestione della situazione in cui l’attenzione alle dinamiche di turnazione ha finito per oscurare l’importanza dei legami affettivi costruiti nel tempo.L’attività sociale gratuita e spontanea non può essere assimilata a un mero rapporto d’opera spersonalizzato, né può prescindere dal patrimonio relazionale che i frequentatori costruiscono con gli ospiti del Canile Gattile Regionale.
Nella vita di ciascuna persona esistono attività e momenti capaci di donare un vero benessere e di trasmettere profonda serenità.
Per chi ama davvero gli animali e sceglie di fare volontariato in un canile o in un gattile questi momenti coincidono esattamente con il tempo passato in compagnia di quelle bestiole. Non si può e non si deve sottovalutare l’importanza di questi legami, né l’impatto che i distacchi hanno sulle condizioni fisiche ed emotive dei cani: quando si opera in queste realtà, si ha a che fare contemporaneamente con persone e con esseri senzienti, non con pratiche da sbrigare.
Chi offre il proprio contributo gratuito merita una considerazione civica e la tutela degli animali deve includere la salvaguardia dei loro affetti.
Quando si decide di recidere i punti di riferimento stabili di un cane, a maggior ragione se in condizioni di salute precaria, si smarrisce il principio cardine dell’accoglienza pubblica.
Il reale e buon funzionamento di una struttura passa inevitabilmente anche da questi passaggi, ovvero dalla capacità di compiere scelte gestionali guidate dall’etica e dalla tutela dei legami.
Questa dolorosa vicenda impone ai vertici istituzionali l’obbligo di rimettere al centro l’umanità e il rispetto, garantendo la piena continuità dei percorsi relazionali già in essere e scongiurando il rischio che simili ingiustificate interruzioni possano replicarsi a danno degli altri ospiti della struttura che i volontari seguono da tempo con cura e dedizione.
Buon viaggio, piccola Dafne. Porterò sempre con me il ricordo del nostro prezioso tempo insieme.
(a.m., volontaria del canile gattile regionale)
Le considerazioni della direzione del canile gattile regionale
L’obiettivo di Melograno, in qualità di gestore della struttura, è quello di garantire il miglior percorso possibile a ciascun animale, lavorando sia sul suo benessere durante la permanenza in canile sia sullo sviluppo delle condizioni necessarie a favorirne l’adozione.
La gestione degli animali si basa sulla collaborazione tra diverse professionalità e competenze: l’area sanitaria, sotto la responsabilità del direttore sanitario in collaborazione con la Struttura Complessa Sanità Animale dell’AUSL Valle d’Aosta; l’area comportamentale, che coinvolge l’istruttore cinofilo, il veterinario esperto in comportamento animale e gli operatori; l’area operativa, coordinata dal Direttore Tecnico e dal coordinamento dei canili Melograno.
Le diverse figure lavorano in stretta collaborazione, valutando caso per caso le necessità e il percorso più appropriato per ogni animale.
Anche il contributo dei volontari rappresenta una componente importante di questo lavoro.
Attraverso le passeggiate e le diverse esperienze condivise con i cani, i volontari contribuiscono concretamente al loro benessere e alla qualità della permanenza in struttura.
L’abbinamento tra un cane e un volontario viene definito sulla base delle caratteristiche e delle esigenze dell’animale, nonché delle competenze e delle attitudini della persona coinvolta.
Nell’ambito dei percorsi finalizzati a favorire l’adozione, può essere utile che il cane abbia l’opportunità di relazionarsi con più persone e di confrontarsi gradualmente con contesti ed esperienze diverse, così da acquisire maggiore familiarità con situazioni che potrebbe incontrare in un futuro contesto familiare.
Per questo motivo, quando ritenuto opportuno per il singolo animale, il percorso può prevedere l’affiancamento di più volontari, o la sostituzione di alcuni in favore di altri.
Tale passaggio avviene gradualmente e con il supporto delle figure professionali di riferimento, secondo modalità che vengono valutate in relazione alle specifiche caratteristiche del cane.
Questo approccio ha contribuito, nell’ultimo anno, all’adozione di cinque cani presenti in struttura da oltre sei anni, un risultato che consideriamo particolarmente significativo e che conferma l’importanza di continuare a lavorare su percorsi individualizzati.
Per quanto riguarda Dafne, presente presso la struttura dal 2018, era stato avviato un percorso che prevedeva l’inserimento di una nuova volontaria, con modalità graduali e nel rispetto delle sue caratteristiche e delle sue condizioni.
Nel corso del mese di luglio, Dafne ha manifestato alcune problematiche di salute.
Considerate le elevate temperature e la necessità di definire e stabilizzare la terapia farmacologica, il direttore sanitario ha disposto, in alcuni periodi, la sospensione o la riduzione delle passeggiate.
In questa fase si è scelto di dare priorità al percorso di affiancamento con la nuova volontaria, per cui le uscite concesse dal Direttore Sanitario sono state riservate a lei.
Nelle settimane successive, Dafne ha inoltre presentato nuove problematiche di salute che hanno reso necessario, il 2 settembre un intervento chirurgico.
Purtroppo, Dafne è deceduta in seguito all’intervento, siamo ancora in attesa di alcuni referti per stabilire con certezza a causa della morte.
Si è trattato naturalmente di un evento che ha coinvolto e addolorato tutte le persone che, a vario titolo, si sono prese cura di lei nel corso degli anni.
Le decisioni assunte nel suo percorso sono sempre state valutate dalle figure competenti, sulla base delle condizioni dell’animale e con l’obiettivo di tutelarne il benessere.
La notizia è stata data tempestivamente a tutti i volontari attraverso la chat che viene utilizzata per le comunicazioni tra la direzione ed i volontari.
(dottoressa Francesca Turigliatto, direttore tecnico del canile regionale)


