Aosta: tempi non rispettati, la minoranza fa slittare il rendiconto
Il consiglio comunale di Aosta
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 02/05/2024

Aosta: tempi non rispettati, la minoranza fa slittare il rendiconto

Una mozione d'ordine di Renaissance porta allo spostamento del consiglio comunale di approvazione del documento contabile.

Approvazione del rendiconto in salita per il comune di Aosta, che per il mancato rispetto di alcune scadenze ha visto rimandare dalla minoranza, e in particolare da Renaissance, la discussione e quindi il via libera al documento contabile.

Rendiconto: bagarre in aula

Succede praticamente di tutto nella prima delle due giornate del consiglio comunale di Aosta, che al momento rimane convocata per venerdì 3 maggio per la seduta ordinaria.

Dopo una lunga pausa iniziale per discutere l’ammissione delle sette mozioni collegate al rendiconto, presentate in mattinata dalla minoranza, infatti, una mozione d’ordine della consigliera di Renaissance, Roberta Carla Balbis, ha sostanzialmente fatto saltare il banco, obbligando così alla convocazione di un’altra data.

Rendiconto in ritardo

Sul banco degli imputati i ritardi nell’approvazione del rendiconto (scadenza 30 aprile), ma più che altro la messa a disposizione dell’aula (in primis dei consiglieri di minoranza) senza il minimo di venti giorni previsti.

«Il regolamento prevede l’approvazione dello schema di rendiconto almeno 40 giorni prima della scadenza e la trasmissione all’organo di revisione – spiega Balbis -. Lo stesso deve renderlo disponibile almeno 20 giorni prima dell’approvazione in consiglio comunale ai consiglieri».

Contando che il tutto è avvenuto il 18 aprile, all’appello manca effettivamente qualche giornata.

«Vorremmo un cronoprogramma giusto e delle rassicurazioni, affinché, come avvenuto con diverse impugnazioni, non venga inficiata la validità del rendiconto» conclude Balbis.

Il segretario generale

Dopo che il presidente del Consiglio, Luca Tonino, ha ricordato come la data della seduta fosse stata decisa all’unanimità dall’assemblea dei capigruppo, sulla questione interviene il segretario generale, Stefano Franco.

«In materia ci sono sentenze contrastanti – evidenzia Franco -, ma chiaramente anche un solo consigliere comunale contrario può inficiare la validità del rendiconto. La conferenza dei capigruppo ha affrontato il problema, ma tutti devono essere d’accordo».

Le conseguenze sui ritardi nell’approvazione non sono comunque devastanti.

«Anche nel 2023 è stato approvato il 3 maggio – conclude Franco -. Sicuramente la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti rileverà l’approvazione del rendiconto non nei termini; nel caso la cosa si prolungasse di 2-3 mesi si potrebbe poi arrivare al commissariamento».

Stop dalla minoranza

Dopo una sorta di conclave, la minoranza risponde picche, chiedendo il rispetto dei venti giorni di anticipo e quindi lo slittamento del Consiglio.

Tuona il primo cittadino, Gianni Nuti.

«È un atteggiamento irresponsabile – esclama -. Dopo aver accettato in conferenza capigrpuppo ci si smentisce e si delegittima il ruolo della conferenza da qui in avanti. È uno sfregio alla gente che lavora e ha fatto di tutto per avvicinare il più possibile al 30 la data del Consiglio. Questo atteggiamento non porta voti e non aiuta il funzionamento della macchina. È un atteggiamento indispettito, irresponsabile, di chi dovrebbe imparare a fare politica».

«Ringrazio il sindaco per la lezione di politica – chiude Giovanni Girardini, capogruppo di Renaissance -. Questo ritardo viene da voi e ci siamo preoccupati di chiedere se potesse avere danni pesanti. Non è così, altrimenti, per senso di responsabilità, avremmo fatto qualunque cosa. Ora ognuno si prenda le proprie di responsabilità. Sono anni che diciamo che non siamo tutti laureati e ci vuole tempo per studiare un bilancio di 400 pagine. Siamo pagati per lavorare bene e voi dovete rispettare i tempi».

Insomma, seduta e approvazione del rendiconto rimandate, capiremo ora a quando, anche se dai primi rumors si parla della giornata di venerdì 10 maggio.

(alessandro bianchet)

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