Firmato il Manifesto di Courmayeur per l’adattamento al cambiamento climatico delle comunità montane
Alcuni dei relatori del convegno "Comunicare il cambiamento climatico" che hanno poi firmato il Manifesto di Courmayeur
Ambiente, montagna
di Marléne Jorrioz  
il 04/06/2024

Firmato il Manifesto di Courmayeur per l’adattamento al cambiamento climatico delle comunità montane

La firma ieri a SkyWay Monte Bianco nell'ambito del convegno Comunicare il cambiamento climatico di Fondazione Montagna Sicura e Fondazione Courmayeur Mont Blanc

La Regione autonoma Valle d’Aosta, il Celva, Fondazione Courmayeur Mont Blanc, Fondazione Montagna Sicura e La Stampa sono i promotori e primi firmatari del Manifesto di Courmayeur: i principi guida per promuovere lo sviluppo sostenibile e l’adattamento al cambiamento climatico delle Comunità montane.

Nel pomeriggio di ieri, lunedì 3 giugno, nella Sala La Verticale al Pavillon di Skyway Monte Bianco, si è tenuto il secondo incontro, dopo quello del 18 settembre 2023, in cui si sono riuniti rappresentanti regionali, sindaci, giornalisti, operatori del settore ed esperti di comunicazione tradizionale e digitale, per sviluppare un dialogo dal titolo Comunicare il cambiamento climatico. Storie ed Esperienze tra media tradizionali e digitali.

Comunicare il cambiamento climatico

Avviato da Fondazione Montagna sicura e la Fondazione Courmayeur Mont Blanc il progetto pluriennale Comunicare il cambiamento climatico vuole avvicinare gli esperti e gli enti locali ai rappresentanti del mondo della comunicazione perché diventino un partner verso un percorso di verità e diffusione di informazione attraverso chiavi di lettura positive e costruttive.

Il convegno, condotto da Nicolas Lozito, giornalista di La Stampa, si è aperto con i saluti istituzionali di Roberto Rota, sindaco di Courmayeur, Lodovico Passerin D’Entrèves, presidente del comitato scientifico della Fondazione Courmayeur Mont-Blanc, Andrea Cargnino, presidente di Fondazione Montagna Sicura, e Renzo Testolin, presidente della Regione.

Hanno dunque preso la parola i relatori che, partendo dalle proprie esperienze, hanno sottolineato la necessità di trovare metodi alternativi di comunicazione che creino una contaminazione positiva, al fine di mitigare la crisi climatica globale e sviluppare un’opportunità di crescita per le regioni montane.

Il Manifesto di Courmayeur

Il presidente della Regione, Renzo Testolin firma il Manifesto di Courmayeur

Al termine della discussione, conclusasi con l’intervento dell’Assessore alle Opere pubbliche, Territorio e Ambiente, Davide Sapinet, e dell’Assessore Affari europei, Innovazione, Pnrr e Politiche nazionali per la montagna, Luciano Caveri, è stato siglato il Manifesto di Courmayeur contenente 7 principi:

  • 1. La montagna non è solo un paesaggio, è un ecosistema.

Dà vita a risorse, piante, animali. Ci ospita e conserva le tradizioni delle nostre comunità. La montagna ci protegge e noi dobbiamo proteggerla;

  • 2. Il cambiamento climatico va affrontato subito e insieme.

Il surriscaldamento globale colpisce in maniera sproporzionata le montagne. Presenta minacce, sfide e opportunità. Le soluzioni individuali non sono sufficienti, è necessaria un’azione collettiva verso l’adattamento per mantenere una montagna viva ed abitata che possa garantire futuro e prospettive alle nuove generazioni;

  • 3. La scienza è una preziosa alleata per superare dubbi e negazionismi.

Gli studi degli ultimi decenni sono inequivocabili e sempre più precisi: non possiamo più permetterci di diffondere scetticismo e fake news;

  • 4. L’informazione ha il ruolo di guida: mostra i pericoli, racconta le soluzioni e dà voce alle opportunità.

L’informazione – istituzionale, politica, giornalistica – ha una responsabilità enorme. Con trasparenza e onestà deve saper comunicare, educare, anche attraverso la scuola, e coinvolgere le comunità;

  • 5. Le comunità alpine devono continuare a prosperare grazie all’adattamento.

L’economia della montagna sta mutando velocemente. Integrando la cultura della neve e dello sci, la montagna offre un ventaglio di nuove opportunità di sviluppo per i suoi abitanti, per chi decide di trasferirsi in questi territori e per chi arriva da lontano;

  • 6. La sostenibilità è futuro, il futuro è sostenibile.

Al centro della trasformazione dobbiamo porre modelli di sviluppo sostenibili ed equilibrati, nel rispetto dei luoghi, sapendo far convivere la natura e le sue bellezze con i rischi naturali collegati, ma anche nel rispetto dei bisogni e dei diritti di ciascuno, in particolar modo di chi abita la montagna e vi lavora, delle opportunità e necessità di sviluppo, anche economico, delle comunità che la abitano;

  • 7. La speranza è come una sorgente, va trovata e protetta.

Alimentiamo la fiducia. Custodiamo l’ostinato ottimismo di chi sa che il nostro ruolo più importante è essere buoni antenati per chi verrà.

Un impegno a conciliare scienza e ricerca per informare la cittadinanza e i decisori politici degli impatti dei cambiamenti climatici, e le possibili soluzioni nel medio e lungo termine.

(marlène jorrioz)

di segreteria 
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