K2-70, l’abbraccio delle compagne a Mingolla e Loreggian, rientrate al campo base
Nella foto di Silvia Loreggian in primo piano Federica Mingolla
Alpinismo
di Erika David  
il 30/07/2024

K2-70, l’abbraccio delle compagne a Mingolla e Loreggian, rientrate al campo base

Si è chiusa ieri, lunedì 29 agosto, la finestra di bel tempo che avrebbe consentito il tentativo di vetta per la spedizione K2-70, domenica 28 Federica Mingolla e Silvia Loreggian hanno dovuto rinunciare; il rientro previsto i primi giorni di agosto

Sono arrivate poche ore fa al campo base, quota 5.000 metri, Federica Mingolla e Silvia Loreggian, le due alpiniste della spedizione femminile K2-70 che domenica hanno dovuto rinunciare alla conquista della vetta.

Sono definitivamente sfumati i sogni della spedizione femminile K2-70 di onorare la conquista italiana del K2 nei giorni del 70° anniversario.

La finestra di bel tempo che avrebbe consentito un tentativo di salita agli 8.611 metri della seconda montagna più alta del mondo si è chiusa ieri, lunedì 29 luglio, e, dopo la rinuncia, domenica 28, di Federica Mingolla e Silvia Loreggian, partite venerdì 26 dal campo base a 5.000 metri per l’attacco alla cima, le possibilità per la spedizione K2-70 sono finite.

Il tentativo e la rinuncia

Dopo un acclimatamento piuttosto complicato per le condizioni meteo, venerdì 26 luglio la guida alpina della Valle d’Aosta Federica Mingolla e la padovana Silvia Loreggian, insieme a Marco Majori e Federico Secchi del progetto alpinistico Ski in the Sky, sostenuto dal Cai, e i portatori Ali Durani e Ali Nurani, sono partite dal campo base (a 5.000 metri) alle 19 ora locale, (16 italiane) per il tentativo di vetta.

Dopo le soste al campo 2 (a 6.650 metri), campo 3 (a 7.350 metri) e campo 4 (a 7.700 metri), nella notte del 28 luglio avrebbero tentato l’attacco decisivo alla vetta.

Purtroppo alcuni malesseri legati all’alta quota hanno costretto Silvia Loreggian e Federica Mingolla a fermare la propria salita a campo 3 (7.350 metri).

In vetta , con l’ausilio delle bombole di ossigeno, è salito il portatore Ali Durani toccando la vetta alle 9.30, ora locale (6.30 ora italiana).

Alle alpiniste non è restato che scendere al campo base dove le attendevano le altre componenti della spedizione Cristina Piolini, Anna Torretta, Samana Rahim e Nadeema Sahar.

«A loro come a tutte e tutti i componenti della spedizione va il mio ringraziamento per l’impegno profuso. Ancora una volta la montagna ci ha insegnato a rinunciare», il commento del presidente generale del Cai Antonio Montani.

L’arrivo al campo base poche ore fa. Ad abbracciare le due alpiniste, una provata Federica Mingolla e una sorridente Silvia Loreggian, la guida di Courmayeur Anna Torretta e il capo spedizione Agostino Da Polenza.

La salita dei due sciatori di Ski in the Sky, si è conclusa con il raggiungimento della vetta di Federico Secchi ieri pomeriggio, mentre, Marco Majori – salito più lentamente – ha rinunciato a 200 metri dalla cima a causa dell’ora tarda.

Una spedizione complicata

La spedizione femminile K2-70

Fin dall’inizio la spedizione femminile K2-70 si è rivelata complicata e segnata da malesseri e imprevisti.

Per problemi respiratori fin da subito la pakistana Saima Baig ha dovuto lasciare, seguita da Amina Ban, rientrate a casa a inizio luglio.

Durante la complicata fase di acclimatamento Cristina Piolini e l’altra guida alpina valdostana, Anna Torretta non sono riuscite ad andare oltre i 6.260.

Torretta e Piolini stanno bene, riferisce il Cai, e sono rimaste al campo base per problemi legati al mal di montagna, ora risolti per Anna Torretta, e lievi problemi fisici per Cristina Piolini.

Anche le altre due pakistane non erano pronte e quindi sono rimaste al campo base.

Purtroppo il maltempo non ha permesso alle atlete di fare il giusto acclimatamento.

Il loro rientro in italia è previsto ai primi di agosto.

(e.d.)

 

 

 

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