Lutto: addìo a Giovanni Minellono, il partigiano Fulmine
Giovanni Minellono, il partigiano Fulmine, qualche anno fa alle celebrazioni del 25 aprile, in piazza Chanoux
Lutto
di Cinzia Timpano  
il 14/08/2024

Lutto: addìo a Giovanni Minellono, il partigiano Fulmine

La cerimonia funebre si terrà oggi, mercoledì 14 agosto, alle 10.30 alla chiesa di Saint-Martin de Corléans, ad Aosta

Lutto: addìo a Giovanni Minellono, il partigiano Fulmine.

L’Associazione nazionale Partigiani d’Italia saluta Giovanni Minellono e si stringe alla famiglia del partigiano Fulmine.

Se n’è andato Giovanni Minellono, il partigiano Fulmine, nome di battaglia del giovane agile e veloce che disgustato dai fascisti, non esitò neppure un secondo e si unì ai partigiani di Morion.

Chi era Giovanni Minellono

Classe 1926, Giovanni Minellono era nato a Sedriano, in provincia di Milano.

La sua fu un’infanzia difficile, condizionata dalla morte del padre in guerra e al trasferimento a Gressan con la mamma e la sorella. Poi, la morte della madre e le ristrettezze economiche.

A soli 14 anni su assunto alla Cogne, dove ebbe presto a che fare con la retorica fascista, con quelle riunioni o quelle inutili ore di ginnastica.

Il richiamo alle armi nel 1944

Nell’aprile 44 quando fu richiamato alle armi, disgustato per quanto stavano facendo i fascisti, non esitò a scegliere e si unì ai partigiani di Morion.

Lì, ai piedi della Becca di Nona, c’era una banda partigiana comandata da Giulio Ourlaz Dulo e a Giovanni fu assegnato il nome di battaglia Fulmine visto che era un ragazzo agile e veloce.

Nell’estate del 1944 Fulmine e la sua banda si spostarono a Cogne usando il trenino del Drinc e in quel luogo Fulmine conobbe Franz Elter e i suoi figli, Giulio Dolchi e tantissimi personaggi che poi hanno fatto la storia del nostro Paese.

Il dolore per Giorgio Elter e Aurora Vuillerminaz

Conobbe anche il dolore della perdita dei compagni come Giorgio Elter e Aurora Vuillerminaz e il 2 novembre partecipò allo scontro con i nazi-fascisti durante la battaglia di Cogne.

La superiorità numerica e di armi spinse il comandante Plik, Giuseppe Ferdinando Cavagnet, alla ritirata verso la Francia.

Ricordava con tristezza quella traversata durata 4 giorni e l’arrivo in Val d’Isère, dove naturalmente furono accolti come prigionieri di guerra fino alla Liberazione.

L’umiltà di Fulmine e la sua famiglia

Raccontava questi episodi con grande umiltà e riconoscenza verso quei capi partigiani che lo avevano accolto e guidato in quegli anni.

Un’umiltà che lo ha accompagnato tutta la vita, anche quando questa gli ha finalmente sorriso: l’amore per Clara, conosciuta in una sala da ballo; i loro due figli, Sergio e Stefano; l’impresa di pulizie creata e gestita insieme e i loro adorati nipoti.

Proprio a Simone, uno dei nipoti, rilascia un’intervista commovente raccolta nel libro Veillà. Dialoghi fra generazioni in Valle d’Aosta di Manuela Lucianaz, pubblicato da END Edizioni.

La cerimonia funebre

I funerali del partigiano Fulmine si terranno quest’oggi, mercoledì 14 agosto, alle 10.30 alla chiesa di Saint-Martin de Corléans, Sad Aosta.

Giovanni Minellono lascia i figli Sergio e Stefano con Tiziana e i nipoti Simone e Francesca.

(re.aostanews.it)

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