Riforma del Comparto unico: tra le regole trasferimenti fino a 50 km
Economia & Lavoro
di Danila Chenal  
il 26/03/2025

Riforma del Comparto unico: tra le regole trasferimenti fino a 50 km

Si va dal reclutamento alla mobilità, dalla verifica della lingua francese alle qualifiche dirigenziali ai pensionamenti; via libera del Consiglio Valle al disegno di legge con 19 voti a favore, 11 contrari e 5 astensioni (RV)

Riforma del Comparto unico: Riforma del Comparto unico: tra le regole trasferimenti fino a 50 km

Si va dal reclutamento alla mobilità, dalla verifica della lingua francese alle qualifiche dirigenziali ai pensionamenti. Via libera del Consiglio Valle al disegno di legge con 19 voti a favore, 11 contrari e 5 astensioni (RV) ‘Disposizioni urgenti per lo sviluppo organizzativo degli enti del comparto unico della Valle d’Aosta’.

Il dibattito

Per Raffaella Foudraz (Lega) «la proposta di legge sminuisce il ruolo dei dirigenti di primo livello. Non prende in considerazioni il personale amministrativo delle segreterie scolastiche. Non tiene conto della morfologia del nostro territorio poiché prevede la possibilità di comandare d’ufficio i dipendenti, per un periodo massimo di due anni, presso un altro ente del comparto, distante fino a 50 km dall’attuale sede di lavoro».

Per il capogruppo di Forza Italia Pierluigi Marquis «ci saremmo aspettati l’introduzione di un livello maggiore di meritocrazia per quanto riguarda i livelli dirigenziali. C’è un appiattimento generale. Non è una riforma adeguata».

Il provvedimento

Il provvedimento interviene in particolare su quattro settori chiave: la dirigenza, con l’obiettivo di attuare il modello organizzativo delineato dai consulenti della Sda Bocconi per l’amministrazione regionale; il reclutamento, per rendere più snelle ed efficienti le procedure selettive, separando le prove di verifica della conoscenza della lingua francese o italiana; la mobilità, al fine di disciplinare meglio i trasferimenti tra gli enti del comparto unico regionale; il sistema di classificazione del personale, per renderlo più flessibile rispetto all’attuale modello, introducendo una suddivisione basata sulle aree funzionali.

Valle d’Aosta Aperta

«Ancora una volta non si intravvedono procedure trasparenti e pubbliche – scrive il movimento civica in una nota -, ma si confermano sistemi discriminatori che limitano la possibilità di richiesta di mobilità ai soli dipendenti in servizio presso enti con un numero maggiore di 100 dipendenti».Così nell’analisi: «Rispetto alla dirigenza, con questa legge viene rafforzato il ruolo del Segretario Generale, a discapito degli altri dirigenti; è mantenuta la disparità di trattamento tra i segretari comunali e gli altri dirigenti; viene inserita una riserva di posti per l’accesso alla qualifica unica dirigenziale, applicabile solamente ai dipendenti della Regione, e resa ancora più fiduciaria la nomina dei dirigenti di primo livello».

(re.aostanews.it)

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