I dazi di Trump fanno paura: cala il clima di fiducia, crolla la produzione
Cresce il settore dell'edilizia, ma ci sono nubi sull'autunno
Economia & Lavoro
di Luca Mercanti  
il 14/04/2025

I dazi di Trump fanno paura: cala il clima di fiducia, crolla la produzione

Aziende valdostane intervistate da Confindustria sulle previsioni del secondo trimestre 2025. Edilizia in controtendenza

I dazi di Trump fanno paura: cala il clima di fiducia delle aziende valdostane

Un sostanziale raffreddamento del clima di fiducia. E’ quanto emerge dai dati dell’indagine previsionale condotta da Confindustria Valle d’Aosta per il secondo trimestre 2025.

Il peggioramento del quadro economico complessivo è in linea con il contesto nazionale ed internazionale e tutti gli indicatori si discostano abbastanza significativamente dai livelli di inizio anno.

Il presidente di Confindustria Francesco Turcato

“È innegabile che sulle previsioni che presenta la nostra indagine abbia pesato e molto la vicenda dei dazi decisi dall’amministrazione di Washington, un tira e molla che lungi dall’essere concluso, condizionerà le nostre imprese – commenta Francesco Turcato, presidente di Confindustria Valle d’Aosta -. A controbilanciare questo quadro anomalo, e a confermare la volontà delle nostre imprese di andare avanti ci sono il calo nel ricorso della cassa integrazione, un saldo comunque positivo sugli investimenti e un tasso di utilizzo degli impianti ancora sopra il 70%. Ora però, a prescindere dall’umore del presidente Trump, servono una politica industriale europea più efficiente e che consenta di traguardare obiettivi concreti in tempi rapidi, penso all’energia nucleare dove finalmente anche a Bruxelles qualcosa si muove grazie all’Ipcei lanciato sulle nuove tecnologie di questo settore, ma anche al debito comune e alle infrastrutture, tema su cui, come noto riteniamo imprescindibile migliorare i colloqui internazionali”.

L’indagine previsionale

Inversione di rotta degli investimenti, che vedono un dato positivo per gli investimenti per sostituzione (dal +20,59% del primo trimestre ad un +34,29%) rispetto a quelli per ampliamenti che invece calano da un +52,94% ad un +22,86%. In aumento rispetto allo scorso trimestre la percentuale degli imprenditori che non prevede di fare investimentiche si attesta su di un +43% (rispetto al +26% della precedente rilevazione).

Rimane costante il tasso di utilizzo impianti che si attesta su di un +72,07% (rispetto al +71,35% del trimestre precedente). La media complessiva dei tempi di pagamento è di 60 giorni (dato in crescita rispetto alla precedente rilevazione che riportava 58 giorni) e di 46 giorni per la Pubblica Amministrazione (39 giorni nel trimestre precedente).

Peggiora il dato relativo al ritardo negli incassi che si attesta su un +35,90% rispetto al +26,83% del primo trimestre dell’anno.

Le previsioni occupazionali di questo secondo trimestre si allontanano fortemente dalle precedenti rilevazioni registrando un saldo ottimisti-pessimisti di -2,56% rispetto al +34,15% del primo trimestre dell’anno, con un’ampia quota di risposte che segnalano un andamento costante.

Un certo ottimismo caratterizza invece la Cig dove alla domanda di previsione di ricorso allo strumento le aziende hanno risposto negativamente abbassando così la percentuale che nel precedente trimestre si attestava ad un +5,71%.

La produzione registra un saldo negativo: -7,69% rispetto al +25% del trimestre precedente. In forte contrazione anche il dato sugli ordinativi che passa da un +27,5% ad un -15,79%. La previsione di acquisti per l’export riporta un -17,24%, dato in linea con la previsione del secondo semestre dell’anno 2024 e risultante dal complesso contesto internazionale appesantito dall’altalenante vicenda dazi degli Stati Uniti. Peggiora in generale la composizione del carnet ordini, in particolare aumentano le aziende con ordini per meno di un mese che passano da un +17,86% del trimestre precedente ad un +22,58% dell’attuale. In aumento di sei punti percentuali anche gli ordini con visibilità 1-3 mesi (da +32,14% a +38,71%). Diminuiscono quelli con visibilità oltre i tre mesi (da +50,00% a + 38,71%).

Bene l’edilizia

Il campione delle aziende edili aderenti a Confindustria Valle d’Aosta riporta un clima di fiducia positivo, opposto rispetto alle aziende del settore manifatturiero e dei servizi, con indicatori stabili e in crescita rispetto al primo trimestre dell’anno. Il settore, con tutta probabilità, risente ancora degli effetti positivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Migliorano le previsioni occupazionali: il dato sull’occupazione passa da +30% del primo trimestre ad un +42,86% dell’attuale. In miglioramento anche la previsione al ricorso alla Cig che passa da un +25% del trimestre precedente ad un +14,29%. Su questo dato, però, influisce l’effetto “stagionalità” del settore, che sconta nei mesi autunnali e invernali un periodo di staticità e di contrazione del lavoro.

Aumentano le attese sulla produzione che registrano un +28,57%, riportando così il dato ai rilevamenti di inizio anno 2024. Anche il dato relativo alle nuove commesse migliora passando da un saldo a zero ad un +33,33%. Migliorano gli investimenti per ampliamenti passando ad un +28,57% rispetto al +11,11% del trimestre precedente mentre calano di qualche punto percentuale gli investimenti per sostituzioni che passano da un +55,56% ad un +42,86%.

Migliora la media complessiva dei tempi di pagamento: si attestano infatti a 53 giorni e 40 giorni per la Pubblica Amministrazione rispetto ai 73 giorni e 52 giorni per la PA del trimestre precedente. Aumenta la percentuale dell’andamento degli incassi che si attesta ad un +14,29% rispetto al +10% del trimestre precedente.

(re.aostanews.it)

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