La scuola valdostana? È di prossimità e di piccoli numeri, aperta agli scambi e all’innovazione
Scuola
di Elena Rembado  
il 24/07/2025

La scuola valdostana? È di prossimità e di piccoli numeri, aperta agli scambi e all’innovazione

È stato presentato il progetto "La scuola valdostana si racconta", che ha prodotto 6 puntate in onda su RaiTre all'inizio dell'anno scolastico 2025-2026

“Un’immagine rende più di tante parole”. Con questo auspicio è partito il progetto “La scuola valdostana si racconta”, che ha raccolto in sei episodi da 30 minuti le peculiarità della scuola valdostana in una carrellata delle attività più significative svolte dalle scuole di ogni ordine e grado (dall’infanzia alla secondaria) durante l’anno scolastico 2024-2025.

La finalità del progetto

L’obiettivo è creare un clima di fiducia e orgoglio e innescare un processo virtuoso a partire dalla narrazione dei suoi aspetti belli e qualificanti, che faccia sentire coesa tutta la comunità educante, dai docenti alle famiglie alle imprese ai territori e agli enti locali.

“Troppo spesso si parla delle criticità e si punta il dito contro bocciature, dispersione scolastica, bullismo e baby gang, perdendo quello che di buono emerge dalle aule scolastiche”, ha detto alla conferenza di presentazione del progetto l’assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Il risultato: sei puntate in onda su RaiTre

67 ore di filmati, girati da Gael Truc tra gennaio e giugno 2025, che hanno coinvolto 14 istituzioni scolastiche e oltre 600 studenti, confluiranno in sei puntate tematiche – per altrettanti temi –  che andranno in onda su RaiTre all’inizio dell’anno scolastico 2025-2026.

Le aree tematiche che caratterizzano la scuola valdostana

Inclusione, plurilinguismo, tecnologia, piccole scuole di montagna (nelle valli laterali esistono ancora classi di soli 3 o 4 alunni), internazionalizzazione e sport sono i sei punti di forza che distinguono la scuola in Valle d’Aosta rispetto a quella delle altre regioni. Ogni episodio ne tratta uno ed è contraddistinto da un colore diverso.

Una scuola di prossimità e di piccoli numeri, aperta agli scambi e all’innovazione

“Far vedere come lavorano le nostre scuole nella quotidianità era la finalità ultima”, ha aggiunto la sovraintendente agli studi Marina Fey per illustrare il progetto. “Sono protagonisti del progetto gli studenti delle 14 scuole coinvolte: le 6 scuole secondarie pubbliche e una selezione delle scuole di base su tutto il territorio, da Issime e Gaby alla Valdigne passando per Antey, Oyace e Aosta”.

(elena rembado)

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