Union Valdôtaine, Manes: «alle Regionali prenderemo il 42% e governeremo»
Per il deputato valdostano Franco Manes il Leone rampante ha tutte le carte in regola per vincere e fermare l'onda lunga romana. Lo ha detto con convinzione davanti a oltre 400 persone, convenute all’Auditorium di Pont-Saint-Martin per l’avvio, domenica 31 agosto, della campagna elettorale dell’Union Valdôtaine
Union Valdôtaine, Manes: «alle Regionali prenderemo il 42% e governeremo». Per il deputato valdostano Franco Manes il Leone rampante ha tutte le carte in regola per vincere e fermare l’onda lunga romana. Lo ha detto con convinzione davanti a oltre 400 persone, convenute all’Auditorium di Pont-Saint-Martin per l’avvio, domenica 31 agosto, della campagna elettorale dell’Union Valdôtaine. Poi a sfilare sul palco i 35 candidati.
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Autonomia e identità
Autonomia e identità restano i temi cardine del Leone rampante. Valori da difendere per il deputato Manes che punta il dito contro i «leader che si ricordano della nostra Regione solo quando devono raccogliere qualche voto e diranno ai valdostani di scrollarsi di dosso il rosso e nero, colori simbolo dell’Union. Siamo gli unici a difendere sempre le nostre peculiarità. Vantano di erogare risorse che sono dovute a tutte le Regioni. Parlare con Roma e Bruxelles non è solo prerogativa dei partiti nazionali. I valori dell’Union si fondano sull’antifascismo. Ricordiamolo. Saremo noi a prendere il 42% e a governare questa regione. Con noi abbiamo la forza dei valdostani».
I Valdostani non si ingannano
A rincarare il presidente dell’Union Valdôtaine Joël Farcoz: «Abbiamo sentito e visto di tutto: provini di candidati sindaci fatti a Roma -, persone che cambiano partito mille volte e che si propongono come la novità, una strana visione dell’Autonomismo non gestita dalla Regione ma agli ordini del proprio padrone nazionale. Come possiamo pensare che chi ha già dimostrato di essere asservito al potere di Roma possa in qualche modo emanciparsi?».
Ha proseguito Farcoz: «In questa campagna elettorale, assisteremo anche alle promesse dei leader romani che arriveranno il giorno prima delle elezioni, solo per prendere in giro i Valdostani. Basta vedere cosa è successo in questi ultimi tempi con le impugnative sulle leggi regionali: una scelta politica ostile alle prerogative del territorio» per puntualizzare: «Attenzione: nessuno nega il dialogo istituzionale e il confronto serio con le istituzioni romane, sancendo il principio della leale collaborazione. Ma noi siamo diversi. Crediamo nel principio del “Ni droite, ni gauche” e, tutte le volte che avremo un dialogo istituzionale, anteporremo gli interessi collettivi regionali alle scelte strategiche di partito. Garantiremo quel dialogo: non perché siamo subalterni, ma perché rappresentiamo la Regione tutta intera».
(da.ch.)