Green Nephrology o Green Dialysis: la dialisi “circolare” che rispetta le persone. el’ambiente
AskaNews
di Marketing Administrator  
il 27/11/2025

Green Nephrology o Green Dialysis: la dialisi “circolare” che rispetta le persone. el’ambiente

Roma, 27 nov. – Portare la sostenibilità ambientale nella pratica clinica quotidiana: è questo l’obiettivo della Green Nephrology o Green Dialysis, un approccio che unisce responsabilità ambientale, sicurezza dei pazienti e qualità delle cure nel trattamento della malattia renale cronica. Un tema al centro del dibattito alla ventesima edizione del Forum Risk Management, congresso di riferimento per tutti gli attori della Sanità italiana, attualmente in corso ad Arezzo.
Dialisi: una terapia salvavita ad alto impatto ambientale
Il settore sanitario ha un impatto significativo sulle risorse naturali e sulle emissioni di CO2. Un recente studio lo indica responsabile di una percentuale tra 1% e 5% delle emissioni globali di gas serra e in alcuni paesi rappresenta addirittura oltre il 5% del carico nazionale.
In questo contesto, la dialisi – terapia salvavita che sostituisce la funzione renale quando questa è compromessa e che riguarda circa 50.000 italiani – rappresenta una delle pratiche cliniche più energivore e ad alto consumo di acqua. Per ogni paziente dializzato vengono, inoltre, impiegati una media media di oltre 35.000 litri di acqua all’anno e viene prodotta un’ingente quantità di rifiuti in plastica.

Verso una nefrologia sostenibile
Durante il Forum Risk Management, clinici ed esperti del settore sanitario si sono confrontati nel corso di un tavolo tecnico per condividere le sfide e le buone pratiche per agire collettivamente nella direzione di una “dialisi circolare” capace di ridurre le emissioni di CO2, il consumo di acqua e energia e la produzione di rifiuti in plastica, pur mantenendo standard qualitativi e clinici elevati.
“Oggi la Green Nephrology o Green Dialysis ci invita a riconsiderare la dialisi non solo come terapia salvavita, ma come processo sostenibile e integrato che pu generare un impatto positivo sull’ambiente e, al tempo stesso, sulla qualità di vita dei pazienti” commenta Carlo Maria Alfieri, Professore Associato di Nefrologia presso l’Università degli Studi di Milano. “La sostenibilità e la riduzione dei consumi vanno considerate parte integrante della qualità clinica.”
Tecnologie “green” al servizio della salute
Le tecnologie oggi disponibili grazie alla ricerca consentono di rendere la dialisi più efficiente e sostenibile: dagli impianti di osmosi inversa di nuova generazione che consentono risparmi idrici fino al 95% ed energetici fino al 65%, ai sistemi centralizzati di produzione dei concentrati acidi, che eliminano l’uso delle sacche in plastica e riducono le emissioni di COâ‚‚. Anche le apparecchiature di ultima generazione progettate con materiali riciclabili e sistemi di recupero termico ottimizzano i consumi idrici ed elettrici, con riduzioni fino al 30-40% rispetto al passato.
“Un trattamento più sostenibile è anche un trattamento più sicuro e personalizzato sulle necessità del paziente” spiega il Professor Alfieri. “L’impiego di soluzioni dialitiche con tampone citrato, prive di acetato, riduce lo stress ossidativo e gli episodi di instabilità cardiovascolare, migliora la rimozione delle tossine e permette una minore somministrazione di eparina (-20-30%). Inoltre, i sistemi sistemi di osmosi chemical-free garantiscono una qualità dell’acqua superiore e un ambiente di cura più salubre, con minori rischi infettivi per il paziente”.
Un tema di enorme rilevanza è anche la possibilità di prevenire efficacemente le infezioni, un aspetto che le moderne tecnologie per la dialisi supportano grazie a sistemi intelligenti di monitoraggio dell’igiene delle mani, che permettono di misurare e migliorare la compliance degli operatori sanitari, con un incremento medio del 30% rispetto alle pratiche tradizionali.
Qualità delle cure e sostenibilità: di pari passo con l’efficienza del sistema sanitario
“La sostenibilità non è solo un obiettivo ambientale, ma una dimensione umana di qualità delle cure ed è da sempre uno dei pilastri della nostra visione aziendale. Con la Green Nephrology o Green Dialysis vogliamo promuovere un modello di dialisi che rispetti il pianeta, migliori la vita dei pazienti e renda più efficiente il sistema sanitario” commenta Alessandro Pellegrino, Ambulatory & Renal Channel Director di B. Braun in Italia. “La ricerca e l’innovazione tecnologica devono tradursi in benefici concreti per chi cura e per chi viene curato, nel pieno rispetto della sostenibilità economica di chi investe in innovazione green”.
Ridurre il consumo di risorse e la produzione di rifiuti sanitari significa generare valore anche in termini economici. Le tecnologie di ultima generazione, come quelle sviluppate da B. Braun, consentono un abbattimento delle emissioni fino a 8 tonnellate di COâ‚‚ per centro dialisi e un risparmio annuo stimato di oltre 30.000 euro tra energia, acqua e smaltimento. Parallelamente, il miglioramento della qualità dell’acqua e dell’igiene degli ambienti contribuisce alla prevenzione delle infezioni, una delle principali voci di spesa evitabili per il sistema sanitario oltre ad essere fonte di sofferenza per i pazienti.

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