Foire de Donnas, l’autenticità di una manifestazione che non ha età
Sono stati circa 50 in meno dei 410 artigiani iscritti ad esporre le proprie opere alla Foire di Donnas 2026, domani in edicola 9 pagine con foto e interviste dal borgo
L’atmosfera che si respira, da millenni ormai, è quella della pura autenticità.
Non più una sagra di “utilità” rispetto a quando è nata, per vendere rastrelli, cesti o sabot, ma una celebrazione dell’artigianato che conserva lo stesso spirito di allegria, festa e genuinità di più di mille anni fa.
La Foire de Donnas
La Foire de Saint Ours di Donnas si è tenuta oggi nel borgo della bassa Valle.
Sono stati circa 50 in meno dei 410 artigiani iscritti ad esporre le proprie opere, ha spiegato lo storico Presidente del Comitato organizzatore della Foire Graziano Comola.
Di seguito alcune interviste agli artigiani, mentre i servizi completi con tutte le foto saranno pubblicati domani lunedì 19 gennaio in edicola su Gazzetta Matin, che dedicherà 9 pagine alla Foire de Donnas.
Guido Diémoz e “Le Ramoneur”
Più di vent’anni di Fiera, Guido Diémoz è uno degli artigiani più attesi della Millenaria.
Ogni anno con un racconto a 360°, per il 2026 l’artigiano ha sfoggiato “Le Ramoneur”, un’opera dove ha scolpito nel legno la vita degli spazzacamini.
«Succedeva spesso in passato – ha raccontato l’artigiano di Doues – che le famiglie numerose mettessero al servizio i propri figli, perché questi imparassero un mestiere».
Barbara Lenti e i suoi fiori di legno
Barbara Lenti, di Pontboset, quest’anno ha vinto con i suoi fiori la Mostra concorso ad Aosta. Realistici, curati in ogni minimo dettaglio, incluso il pistillo e lo stimma, i fiori di Barbara sono andati a ruba durante la Fiera di Donnas.
Giuseppe Binel e la sua radice che prende nuovamente vita
Ha confessato di non amare particolarmente il lavoro con le radici, ma quella che Giuseppe Binel ha portato alla Fiera di Donnas è un lavoro che gli è stato letteramente suggerito dall’essenza.
L’alternanza di vuoti e di pieni lo ha portato a creare un’opera che racconta i tempi antichi.
Armando Blanc, tatà, libri di legno e la speranza di lasciare qualcosa di sé
Armando Blanc non è un artigiano a tempo pieno, finito il lavoro in fabbrica è nel legno che cerca ispirazione e relax.
Il suo banco alla Fiera di Donnas è un’unica sequenza narrativa. Libri, tatà medievali e un’unica speranza: «lasciare qualcosa di me a chi rimane», ha raccontato.
Luca Ferrari, passione pietra ollare
È giovanissimo ma con le idee molto chiare, Luca Ferrari non ha dubbi: il suo futuro è lavorare la pietra ollare. È alla sua seconda ufficiale Foire de Donnas, ma essendo figlio d’arte, da 21 anni a questa parte, le ha praticamente viste tutte.
Luca Gambertoglio tra trotatà, troticotteri e acciughe
Il Banchetto e Bancarella di Luca e Amandine ha una storia particolare legata alla via del sale e a come le acciughe arrivarono anche in Valle d’Aosta.
Nel settore “non tradizionale”, l’artigianato ludico raccontato da Luca Gambertoglio fa venir voglia di tornare bambini e giocare con i suoi trotatà e troticotteri.
Daniela e il suo punto a croce
La signora Daniela, di Saint-Vincent, da 50 anni ricama utilizzando la tecnica del punto a croce. Lei sostiene non sia una tecnica complicata, eppure sul suo banco alla Fiera di Donnas i disegni che riesce a far nascere sulla tela sembrano rarissimi.
Maddalena e il suo messaggio contro la guerra
Accanto al suo banco dove ha esposto le sue opere in ceramica, Maddalena Pintore ha voluto – con i bambini di Pont Saint Martin – rompere il silenzio che è calato su Gaza.
Le foto degli altri artigiani e tutte le interviste domani lunedì 19 gennaio in edicola su Gazzetta Matin, che dedicherà 9 pagine alla Foire de Donnas.
