L’Archivio digitale di Pinuccio Sciola online a 10 anni dalla morte
AskaNews
di admin Administrator  
il 25/01/2026

L’Archivio digitale di Pinuccio Sciola online a 10 anni dalla morte

Milano, 25 gen. (askanews) – A dieci anni dalla scomparsa di Pinuccio Sciola, l’opera e il pensiero del grande scultore sardo diventano accessibili online con la creazione dell’”Archivio Digitale di Pinuccio Sciola”, una digital library che raccoglie documenti, immagini, progetti e materiali digitalizzati. L’iniziativa nasce per preservare e rendere consultabile un’eredità culturale descritta come complessa e stratificata, offrendo uno strumento di studio che supera i limiti di spazio e di tempo.

Il progetto è stato realizzato dalla Fondazione Pinuccio Sciola in collaborazione con Hyperborea, azienda di Gruppo Panini Cultura, che ha supportato la Fondazione nella catalogazione del fondo e nello sviluppo della piattaforma digitale basata sul software Arianna4, già adottato da enti culturali per la gestione e la valorizzazione del patrimonio.

L’Archivio permette di consultare materiali eterogenei, dalla documentazione sulle mostre alla rassegna stampa, dalla bibliografia alla catalogazione dell’intera produzione scultorea, e di metterli in relazione tra loro, per ricostruire la rete di connessioni costruita dall’artista nel corso della sua vita. Nel percorso digitale trovano spazio le diverse direzioni della sua ricerca, dal dialogo con la pietra alla sperimentazione su legno, terracotta, ferro e bronzo, fino alla produzione grafica e pittorica. Un nucleo centrale è la serie “I luoghi di Sciola”, che riunisce oltre 400 progetti, compiuti e non, in ambito nazionale e internazionale, con manoscritti, bozzetti e materiali di studio utili a comprendere il processo creativo.

In un’intervista, Maria Sciola, figlia dell’artista, ha inquadrato l’Archivio come un’estensione naturale di un’abitudine familiare e di un modo di intendere la cultura: ha ricordato di essere cresciuta “in una casa che era un porto di mare, dal portone sempre aperto”, attraversata da musicisti e intellettuali. Nel ripercorrere le origini, – ha raccontato – che Sciola era nato nel 1942 a San Sperate (Cagliari) in una famiglia povera, una condizione che, nelle sue parole, aveva reso necessario trasformare la creatività in risorsa quotidiana. Ha aggiunto che l’incontro con le prime opportunità di studio era arrivato dopo la scoperta di un’opera, “Pietrino”, che gli aveva aperto la strada ai viaggi e alle grandi università internazionali, prima del ritorno in paese.

Il rientro in Sardegna si è tradotto, secondo la ricostruzione della figlia, in un gesto di restituzione: ha ricordato che il progetto “Paese Museo” a San Sperate, avviato nel 1968, rappresentava uno dei primi atti di arte pubblica in Italia. Sul piano del lavoro artistico, ha spiegato che negli anni Sessanta e Settanta molti autori cercavano un contatto fisico con la materia e che Sciola lo faceva incidendo la roccia, entrando in profondità fino a percepire, accarezzando la superficie, una risposta interna. In quel passaggio, ha sottolineato un dettaglio lessicale che per la famiglia aveva un peso preciso: “babbo l’ha sempre chiamata ‘voce’ e mai suono”, e – ha detto – che mentre lavorava spesso parlava dei “primi vagiti”, come se la nascita di quella voce fosse un travaglio.

Alla base della digitalizzazione, ha insistito, c’è anche l’esigenza di rendere leggibile la parte meno immediata della sua produzione: “Pinuccio era un artista a 360 gradi”, con un medium principale legato alla pietra ma con un lavoro esteso a legno, ferro, argilla e bronzo, oltre a schizzi, fotografie ritoccate, acquerelli e simulazioni prospettiche che aiutano a decifrare il suo codice espressivo. Nel ragionamento sul rapporto tra pietra e tecnologia, – ha osservato – che spesso si percepisce la digitalizzazione come lontana dalla materia, senza considerare che il silicio contenuto nella pietra è uno degli elementi di base della tecnologia attuale.

La scelta della piattaforma Arianna4, ha ricostruito Maria Sciola, è arrivata dopo una ricerca ed è stata consolidata anche dai rapporti con Maxxi Cultura, che utilizza lo stesso sistema e che, insieme alle storiche di Hyperborea, ha supportato la costruzione dell’albero archivistico. La difficoltà, – ha precisato – non è stata di dialogo ma di tempi, perché il lavoro sui documenti impone una pausa e un riordino che prima di essere digitale deve essere mentale e “deve partire da uno schizzo”. Ha spiegato che per l’Archivio il percorso è cominciato dal riordino del cartaceo, avviato molto prima di poter accedere a un bando per la digitalizzazione, e che la fase più delicata è stata la definizione della struttura, dove il supporto di professionisti ha aiutato a trovare una chiave meno emotiva e più razionale.

Nel descrivere il senso della gestione dell’eredità, la figlia – ha detto – che l’obiettivo è rendere la casa fruibile alle persone e non abitarla, per non depersonalizzarla, e che serve consapevolezza: “l’eredità che noi abbiamo in mano non è nostra”, perché il compito è proteggerla e valorizzarla. Ha aggiunto che il suo impegno quotidiano punta a portare avanti il messaggio filosofico dell’artista attraverso esposizioni, mostre e laboratori con i bambini, e che l’Archivio nasce anche per permettere l’accesso a chi non può venire con continuità in Sardegna. Guardando all’uso futuro, – ha detto – che, proprio per la natura multidisciplinare dell’opera, si attende un utilizzo trasversale per diversi studi, con l’auspicio che anche nel digitale si ritrovi l’immagine del “portone aperto” della casa.

Sul piano tecnico, il progetto include un corpus di 2000 documenti e 50 opere grafiche catalogati da Gruppo Panini secondo gli standard Iiif, International Image Interoperability Framework, che abilitano funzionalità avanzate e interattive per gli utenti finali.

[Accessibili 2.000 documenti, 50 opere e 400 progetti dello scultore|PN_20260125_00036|in02| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/01/20260125_183025_3EAAA9E0.jpg |25/01/2026 18:30:37|L’Archivio digitale di Pinuccio Sciola online a 10 anni dalla morte|Arte|Cronaca]

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