Lega, Salvini motiva la “truppa”: nel mirino giornali e magistrati
AskaNews
di admin Administrator  
il 25/01/2026

Lega, Salvini motiva la “truppa”: nel mirino giornali e magistrati

Rivisondoli, 25 gen. (askanews) – I suoi fedelissimi ripetono spesso dal palco della Kermesse Idee in Movimento conclusa oggi a Rivisondoli che la linea e la garanzia di unità del partito sono rappresentate “dal segretario federale”; Matteo Salvini, nell’intervento conclusivo dell’evento, replica che “La Lega è una famiglia, una comunità. Non siamo una caserma. Qualcuno mi chiama capitano, ci sono generali, marescialli, colonnelli ma la forza della Lega è la truppa, il popolo”. Il vicesegretario Claudio Durigon rilancia lo slogan di Luca Zaia sulla Lega “una e indivisibile”, il leader lo ribadisce prendendosela con il “titolo da distonici mentali” che una testata online dedica alle sue parole su chi vuole “la poltrona”, esce dalla Lega e “finisce nel nulla”: il riferimento non è al vicesegretario ed europarlamentare Roberto Vannacci, “lo vedo in settimana” e quindi per ora la sanzione morale sulla ipotetica scissione è rimandata. “Mi riferivo ai due che sono usciti”, taglia corto con i cronisti Salvini ricordando il caso di due deputati che hanno lasciato il gruppo del Carroccio.

E se Durigon alza la bandiera dell’orgoglio “per una classe dirigente preparata che ottiene risultati straordinari sui territori, nelle elezioni regionali e comunali”, il leader vanta i dati del tesseramento, nel 2025 “in crescita del 34 per cento” ma, prevede, “entro metà marzo, grazie all’impegno e all’entusiasmo di tutti, avremo già superato il numero di iscritti della Lega del 2025”. La sindrome dell’assedio non è estranea al ragionamento di Salvini. Sbertuccia quei giornali che “da anni stanno pronosticando il cambio di segretario della Lega ma l’unica cosa che è cambiata è il loro editore”, e mette nel mirino “i mandanti di alcuni palazzi che avevano e hanno nella Lega il principale avversario”. Rilancia l’appello per il voto nel referendum sulla giustizia, oggetto di più di un “panel” di dibattito sul palco dell’evento abruzzese: “C’è chi borbotta e chi protesta”, dice, ma “se il 22 e il 23 marzo resterà a casa avrà la responsabilità con i suoi figli di avere un paese immobile e immodificabile”. Ma il vicepremier si spinge oltre: la consultazione sulla riforma costituzionale, avverte, è solo “un passaggio, perché il vero punto d’arrivo sarà la responsabilità civile dei magistrati che se sbagliano, devono pagare, come tutti gli altri lavoratori”.

Al centro della battaglia della Lega rimangono alcuni temi tradizionali: il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi annuncia in mattinata che “nella prima settimana di febbraio” arriveranno in Consiglio dei ministri i provvedimenti del nuovo pacchetto sicurezza, Salvini gli fa eco chiedendo “ancora più le mani libere” per le forze dell’ordine “nel rispetto del codice”. Il futuro immediato, passate le forche caudine del referendum costituzionale, guarda alla manifestazione del 18 aprile in piazza del Duomo, a Milano. “Non sarà una piazza contro: contro il fanatismo islamico, contro l’arroganza e la violenza ma una piazza per”, precisa il segretario del Carroccio, annunciando che la Lega organizzerà “treni speciali, pullman, macchinate. Chiameremo a raccolta i patrioti di tutta Italia e di tutta Europa nel nome della protezione dei nostri valori, della cultura occidentale”. Non sono stati pochi in queste giornate abruzzesi, i richiami dal palco ai rischi di una “islamizzazione”. Un allarme che la Lega intende appunto condividere con i suoi alleati europei, compresi quelli meno istituzionali, come l’attivista e influencer britannico di estrema destra Tommy Robinson: sul colloquio fra i due nei giorni scorsi sono nate polemiche dalle opposizioni e distinguo in maggioranza. Ma Salvini non arretra: “Sulla libertà di parola e pensiero, noi siamo l’unico partito ad aver votato contro la legge bavaglio su cosa si può dire e cosa non si può dire, cosa risponde alla legge, chi può incontrare Salvini e chi non può incontrare. Ma potrò incontrare chi fico secco ho voglia da incontrare, se voglio fare battaglie comuni con qualcuno, con rispetto?”.

[“Mani libere a forze ordine. In piazza il 18 aprile per difendere valori Occidente”|PN_20260125_00026|in02| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/01/20260125_153622_4530123D.jpg |25/01/2026 15:36:30|Lega, Salvini motiva la “truppa”: nel mirino giornali e magistrati|Lega|Politica]

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