Libri, al Centro Studi Americani “Hard Power. Perchè la guerra cambia la storia”
Roma, 3 feb. (askanews) – Presentato al Centro Studi Americani il libro “Hard power. Perchè la guerra cambia la storia” di Roberto Arditti.
A fare da sfondo il fatto che non c’è illusione più drammatica e pericolosa di quella che si è fatta strada in Occidente da un certo tempo a questa parte: la politica e la diplomazia sono sufficienti per intervenire nei momenti di crisi, meglio lasciare la forza come estrema ratio.
Purtroppo, spiega Arditti, le cose non stanno così e solo chi non vuole vederlo non lo vede. Il libro passa in rassegna fatti e personaggi della storia recente e dell’epoca contemporanea: le dinamiche sono chiarissime e le conseguenze assai esplicite. Si comincia dalle due bombe atomiche e lo sbarco in Normandia, due prove di forza all’ennesima potenza, fino all’analisi dei due protagonisti del nostro tempo, Putin e Xi Jinping. E, ancora, l’attuale situazione del Medio Oriente e “la vergognosa fuga americana dall’Afghanistan”, il peggior servizio possibile alla credibilità mondiale dell’Occidente del Ventunesimo secolo.
Dopo i saluti di Roberto Sgalla, Direttore del Centro Studi Americani sono intervenuti nel dibattito con l’autore il Gen. Salvatore Cuoci, Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, l’editore Francesco Giubilei, l’On. Lorenzo Guerini, Presidente COPASIR, l’On. Federico Mollicone, Presidente Commissione Cultura della Camera dei Deputati e membro UIP Italia-Usa, la Sen. Isabella Rauti, Sottosegretario di Stato alla Difesa, in videocollegamento. Ha moderato il giornalista Salvatore Santangelo.
