Sicurezza, il Consiglio dei ministri slitta a giovedì. Il Quirinale sta esaminando i testi
AskaNews
di admin Administrator  
il 03/02/2026

Sicurezza, il Consiglio dei ministri slitta a giovedì. Il Quirinale sta esaminando i testi

Roma, 3 feb. (askanews) – Un giorno in più per lasciare spazio al voto nell’aula del Senato sulle comunicazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sui fatti di Torino ma soprattutto per consentire al Quirinale di esaminare un corposo testo – due provvedimenti, un decreto legge e un disegno di legge, circa 80 pagine in tutto – che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina: è la ragione per cui Palazzo Chigi ha deciso di far slittare a giovedì il consiglio dei ministri che già domani avrebbe dovuto varare il pacchetto sicurezza.

Nel decreto legge che il Colle sta leggendo ci sono tre norme che inizialmente erano state previste nel disegno di legge ma che i fatti di cronaca di queste settimane – dall’accoltellamento in una scuola di La Spezia al poliziotto che ha sparato e ucciso un pusher a Rogoredo fino ai fatti di sabato al corteo pro Askatasuna – hanno portato il governo a voler accelerare: si tratta della stretta sui coltelli, della non iscrizione nel registro delle notizie di reato in presenza di cause di giustificazione (norma che riguarda sia i cittadini che le Forze dell’ordine) e del fermo di prevenzione di 12 ore delle persone sospettate di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione.

Su quest’ultimo punto, dopo il vertice di ieri a Palazzo Chigi, Forza Italia con Antonio Tajani e Maurizio Gasparri aveva espresso più di una perplessità sottolineando come si potessero utilizzare norme già esistenti come l’obbligo di firma o il daspo. Oggi tuttavia il presidente dei senatori Fi si dice convinto che “il fermo preventivo di cui si parla sia pienamente compatibile con i principi costituzionali, in particolare con il secondo comma dell’articolo 13, che prevede che in casi codificati dalla legge si possa procedere al fermo per poi informare la magistratura entro quarantotto ore. Quindi si può fare nelle forme previste dalla Costituzione”.

La premier Giorgia Meloni, ricevendo a Palazzo Chigi il giornalista Salvo Sottile e Bianca Leonardi, l’inviata del suo programma Far West (Raitre) che sabato è stata aggredita al corteo pro Askatasuna a Torino, ha ribadito: “Penso non si possa arretrare, stiamo lavorando su questo, dobbiamo garantire con norme ancora più efficaci che queste cose non accadano ma penso sia un problema di humus culturale”. L’appello alle opposizioni “a un impegno comune” e a un voto su una risoluzione unitaria domani a Palazzo Madama non centra l’obiettivo nonostante il tentativo di mediazione del presidente del Senato Ignazio La Russa.

Quanto alla “cauzione” per gli organizzatori delle manifestazioni chiesta ripetutamente dalla Lega di Matteo Salvini per garantire la copertura di eventuali danni, non entrerà nel decreto né nel ddl. Ieri Fi aveva segnalato come fosse una misura di non facile applicazione e anche al Viminale ritengono non sia di così semplice redazione. Si vedrà dunque nel corso dell’esame parlamentare dei due provvedimenti, quando il partito di via Bellerio proporrà sicuramente emendamenti in questo senso.

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