Tumore alla vescica in fase avanzata, nuova terapia anche in Italia
Milano, 3 feb. (askanews) – Dopo le agenzie regolatorie di Stati Uniti, Unione europea e di numerosi Paesi dell’Asia anche l’Aifa in Italia ha riconosciuto la rimborsabilità di una nuova opzione terapeutica per il trattamento del tumore della vescica in fase avanzata, il quarto tipo di tumore più diffuso nel Paese. Lo ha annunciato Astellas Pharma, produttore del medicinale enfortumab vedotin, che in associazione con un altro anticorpo monoclonale, pembrolizumab, ha aperto grandi prospettive di miglioramento dei risultati rispetto alla tradizionale chemioterapia a base di platino.
“Significa – ha detto Roberto Iacovelli, prof. di Oncologia Medica all’Università Cattolica – aumentare la sopravvivenza dei pazienti con tumore della vescica o tumore uroteliale metastatico e questo grazie all’associazione di due farmaci che agiscono in maniera diversa tra di loro: uno stimola il nostro sistema immunitario a riconoscere le cellule tumorale, l’altro veicola in maniera specifica il chemioterapico all’interno delle cellule tumorali. Dall’associazione di questi due farmaci si ha una terapia molto più potente che controlla meglio la malattia e permette ai pazienti di vivere decisamente di più”.
Un salto di qualità che ha colpito anche la comunità scientifica coinvolta negli studi che hanno portato all’approvazione del trattamento.
“C’è stata – ha sottolineato Patrizia Giannatempo, oncologa medica all’Istituto Nazionale Tumori – una commazione generale da parte dei clinici, da parte dei pazienti e delle associazioni dei pazienti perché questo trattamento finalmente è disponibile in tutta Italia e in tutti i centri italiani dove c’è un’oncologia e questo cambia completamente le possibilità di cura dei nostri pazienti. Tutti possono tornare a casa il giorno stesso della terapia e non sprecare giorni di viaggio nella ricerca di un centro di riferimento”.
La prospettiva è dunque quella di ridurre i cosiddetti ‘viaggi della speranza’ per questo tipo di patologia e l’ambizione è quella di estendere i passi avanti in altre aree.
“La tappa di oggi – ha osservato Fulvio Berardo, general manager di Astellas Pharma Italia – è un momento importante di un percorso che è stato lungo e che sarà ancora più soddisfacente in futuro. Ovviamente Astellas non è soltanto portatrice di innovazione, ma vuole essere anche un partner autorevole per tutti gli attori che gravitano intorno ai pazienti e i propri caregiver”.
I nuovi casi di carcinoma uroteliale in fase avanzata diagnosticati ogni anno in Italia sono più di 31.000 e i tassi di sopravvivenza a 5 anni sono oggi dell’80% negli uomini e del 78% nelle donne.
