Sanremo, Ermal Meta: “Stella stellina” è un brano umano non politico
AskaNews
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il 09/02/2026

Sanremo, Ermal Meta: “Stella stellina” è un brano umano non politico

Milano, 9 feb. (askanews) – Ermal Meta torna in gara al Festival di Sanremo tra i Big della 76esima edizione con il brano “Stella stellina”, una canzone importante, di resistenza e speranza, nonostante tutto.

“Stella stellina” racconta, attraverso un testo poetico, mai retorico e immagini fortemente evocative, la storia di una bambina palestinese che non ha volutamente un nome, diventando così rappresentazione di tutti i bambini innocenti colpiti dalla violenza.

“Stella Stellina parla di una bambina di Gaza vista dagli occhi di un suo connazionale. È nata in un momento come tanti in cui stavo suonando, cantando, inventando canzoni e melodie per la mia figlia piccola e poi mi erano rimaste in mente delle immagini che avevo visto qualche ora prima davvero sconvolgenti, le immagini che provenivano da Gaza. Ho preso quella melodia, quella che mi ero inventato qualche ora prima per giocare con mia figlia, e ne ho fatto una canzone” racconta Ermal che pero chiarisce che non è una canzone politica. “È una canzone umana. E’ una canzone che prende come riferimento non la politica, ma la brutalità dell’essere umano. E racconta di un essere estremamente fragile, come può essere una bambina, va oltre la politica. La politica è il servizio dell’uomo. Non è l’uomo il servizio della politica. Quindi definire una canzone politica è come farle un torto, è ridurla. Invece va ampliata”. Ermal poi continua a spiegare che non parla solo delle situazione a Gaza: “Può essere una qualunque bambina innocente, perché i bambini non devono pagare il prezzo della follia degli adulti, ma quello che sta accadendo in Palestina è sotto gli occhi di tutti, è una catastrofe umanitaria”. Ribadisce che non intende fare politica: “Sento la responsabilità nei confronti di me stesso, non voglio maschere. Non voglio allontanarmi da quello che provo e questo porta a una riflessione a uno sguardo su ciò che mi circonda. Guardo il mondo, lontano e vicino, e cerco di tradurlo in musica”. Non manca una presa di posizione in caso di vittoria per la partecipazione a Eurovision: “Ci sono diversi modi di protestare, uno è esserci e dire la propria, poi credo che proprio per il messaggio che ha la canzone, penso sarebbe sbagliato boicottare Eurovision. Sarebbe più giusto cantare della casa che brucia proprio in quel posto, per amplificare il messaggio”. Sotto il profili musicale, le sonorità mediorientali che caratterizzano la produzione curata da Ermal e Dardust, ci trasportano immediatamente in quella parte di mondo, anche grazie all’utilizzo sapiente di strumenti come l’oud che contribuiscono a definire un impianto sonoro coerente con il racconto, rafforzandone l’impatto emotivo.

Per il cantautore, Sanremo è “Tutto insieme, tranne le aspettative, perché non sono uno che vi vede aspettative, però ricordi sì, ansia tantissima, momenti anche divertenti, grandi, grandi e inaspettate soddisfazioni”. Per te è un palco che va rispettato? “Per me è un palco sacro, sì, va assolutamente rispettato”.

Nella settimana di Sanremo esce il suo sesto album, Funzioni vitali. “Si tratta di un giro d’orizzonte del mio mondo, la copertina racconta il mio mondo con una serie di oggetti e simboli”. Poi sarà la volta dei live, il 29 aprile parte da Perugia il suo “2026 Club Tour”. “Non vedo l’ora, amo suonare nei club”.

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