Prandini: pronti a investire 6 mln entro 2030 per digitalizzazione
AskaNews
di admin Administrator  
il 11/02/2026

Prandini: pronti a investire 6 mln entro 2030 per digitalizzazione

Roma, 11 feb. (askanews) – “Siamo pronti ad investire 6 miliardi di euro entro il 2030 nel comparto agricolo per completare la digitalizzazione di circa 11 milioni di ettari ancora non coperti e garantire alle imprese strumenti concreti per aumentare competitività, sostenibilità e trasparenza”. Lo ha detto Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti nel suo intervento all’evento Beyond Climate in corso a Roma, sottolineando la necessità di rifinanziare in modo strutturale il piano Transizione 4.0.

“Ad oggi sono stati investiti circa 2,3 miliardi di euro e digitalizzato 1 milione di ettari, ma la vera sfida si gioca ora – spiega – Senza risorse aggiuntive rispetto al PNRR rischiamo di fermare un processo strategico per il futuro dell’agricoltura italiana. Per questo stiamo lavorando con il MEF e con il ministro Giorgetti affinché Transizione 4.0 sia adeguatamente finanziata”.

La digitalizzazione consente infatti il monitoraggio satellitare dei terreni, l’utilizzo di tecniche di agricoltura di precisione, la riduzione dell’impiego di fitofarmaci e del consumo di acqua, con interventi mirati solo dove necessario. Un percorso che rafforza la tracciabilità lungo tutta la filiera e permette di offrire ai cittadini un’etichettatura sempre più trasparente. “Grazie alla digitalizzazione siamo riusciti a ridurre del 30% il consumo di acqua nel nostro Paese nelle fasi irrigue – evidenzia Prandini – È un dato consolidato, reso possibile da investimenti mirati, dall’utilizzo di sistemi evoluti e dall’integrazione dei dati satellitari. Questo dimostra come innovazione e sostenibilità possano procedere insieme, generando benefici concreti per le imprese e per l’ambiente”.

“L’agricoltura italiana è già oggi la più sostenibile a livello globale – sottolinea Prandini – ma questo primato va misurato, certificato e comunicato meglio. Le nuove tecnologie ci permettono di trasformare il dato in conoscenza e la conoscenza in valore economico, rendendo immediatamente accessibili in tutto il mondo le informazioni sulla qualità e sulla sostenibilità delle nostre produzioni”.

L’utilizzo efficace delle risorse è decisivo. A fronte di 8,5 miliardi di euro stanziati con il PNRR, è stato generato un valore per il sistema Paese pari a 23 miliardi di euro all’interno delle filiere. “Non è stata una spesa – rimarca Prandini – ma un vero moltiplicatore di investimenti”.

Per Coldiretti, infine, sarà determinante investire in formazione e competenze per creare le nuove figure professionali richieste dall’agricoltura digitale, dall’uso dei droni ai sistemi avanzati di monitoraggio. “La formazione è un elemento basilare – conclude Prandini – l’agricoltura italiana ha bisogno di oltre 5.000 nuove figure professionali altamente qualificate, che a loro volta diventeranno formatori per le nuove generazioni, trasferendo competenze e capacità nell’utilizzo degli strumenti tecnologici che avremo a disposizione nei prossimi anni”.

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