Treni turistici superleggeri sull’Aosta-Pré-Saint-Didier, «è una boutade»
L'assessore ai Trasporti Luigi Bertschy ha parlato di una sola priorità: «portare in Consiglio il Piano regionale dei Trasporti e acquisire l'infrastruttura in modo da confrontarsi politicamente sul suo utilizzo»
Treni turistici superleggeri sull’Aosta-Pré-Saint-Didier, «è una boutade».
L’ipotesi che un’azienda svizzera si occupi di ridare vita e gestire l’Aosta Pré-Saint-Didier, facendo circolare treni superleggeri sulla linea chiusa ormai da 10 anni è una boutade.
Della proposta di rilancio si è parlato in Consiglio regionale, con l’interpellanza dei consiglieri Corrado Bellora, Eleonora Baccini e Simone Perron e dell’interrogazione presentata dal consigliere Marco Carrel.
Il consigliere Corrado Bellora
Il consigliere della Lega Corrado Bellora ha illustrato l’iniziativa, «dopo aver letto con curiosità un articolo del quotidiano La Stampa dove di parlava dell’idea di rilancio di una tratta destinata all’abbandono attraverso dei trenini turistici».
Bellora ha fatto riferimento al «piacevole ricordo di una vacanza a Renon, Comune del Trentino Alto Adige dove sono utilizzati trenini rossi, su percorsi panoramici, utili come strumento di implementazione e valorizzazione turistica».
Il consigliere della Lega ha chiesto lumi all’assessore ai Trasporti, «visto che si dice che l’azienda svizzera abbia avuto contatti con l’amministrazione regionale. Al di là della proposta vorrei sapere se c’è stata una proposta seria, se sono stati fatti o saranno fatti accertamenti sull’azienda e sulla solidità patrimoniale o se si tratta di una boutade».
La risposta dell’assessore Bertschy
L’assessore ai Trasporti Luigi Bertschy
«Complimenti perchè da 9 righe fare due pagine di notizia denota grande capacità di elaborare la notizia – ha esordito l’assessore Bertschy, riferendosi all’articolo apparso sul tema -.
In queste righe si parla non si parla di Aosta-Pré-Saint-Didier e si parla di Trenitalia come gestore che invece è RFI, ma si tratta evidentemente di un primo approccio – ha commentato l’assessore -. Non è la prima volta che ci giungono suggerimenti; nello stesso periodo ci ha scritto un ingegnere avvalorando il progetto di trasformare l’Aosta Pré-Saitn-Didier in una pista ciclabile».
L’assessore ha detto di aver cercato informazioni sull’azienda svizzera per provare a capire cosa c’è dietro la proposta, «anche se nell’eventualità di una qualche futura attività dovremmo passare attraverso una procedura di evidenza pubblica» ha precisato, rivelando che l’azienda in questione «non utilizza normali strutture ferroviarie, ma infrastrutture ben diverse dalle nostre e con modalità che non potrebbero essere adattate all’Aosta-Pré-Saint-Didier».
«Priorità al Piano regionale dei Trasporti»
«Il nostro intento è di portare all’attenzione del Consiglio nel mese di marzo il Piano Regionale dei Trasporti, per acquisire l’infrastruttura e permettere il confronto politico sul suo riutilizzo.
L’approvazione del PRT è fondamentale per poter disporre dell’infrastruttura e avere poi libertà di azione. Eventualmente, quando avremo deciso cosa fare, potremo prendere in considerazione l’idea per la quale non abbiamo una proposta precisa, ci sono informazioni generali» conclude l’assessore Bertschy.
La replica del consigliere Carrel
Il consigliere Marco Carrel
«Direi che abbiamo capito che si tratta di una mail arrivata all’assessorato e poco altro, se non un primo contatto – ha commentato il consigliere Marco Carrel –. Direi che si tratta di una boutade, gonfiata un po’ dall’eco mediatico che non conferma nulla di concreto. La discussione sul futuro dell’Aosta Pré-Saint-Didier è rimandata al Piano regionale dei Trasporti, di lì approfondiremo» ha concluso.
La replica del consigliere Bellora
«Sembrava tutto troppo bello – ha commentato il consigliere Bellora ringraziando l’assessore per la risposta -. La notizia giornalistica sembrava ampia e completa ma abbiamo capito che non riflette l’esatta realtà della proposta. Bene per le verifiche, necessarie per evitare situazioni da film di Totò dove si vendeva il Colosseo. Spiace però, l’idea di trenini turistici non era male».
Il caso
L’azienda Intamin Transportation avrebbe chiesto di poter far circolare i suoi treni superleggeri sulla linea chiusa da 10 anni, gestendo la tratta. La proposta è contenuta in una lettera inviata al presidente della Regione Renzo Testolin e all’assessore ai Trasporti Luigi Bertschy. La tratta non può sopportare treni che viaggino più di 60 chilometri orari e l’azienda elvetica ha cominciato a produrre un nuovo modello di treno, con vagoni panoramici che pesano un terzo di quelli comuni, cioè 35 tonnellate e trasportano 120 passeggeri e che vorrebbe utilizzare sull’Aosta-Pré-Saint-Didier.
(cinzia timpano)
