Presidente Taiwan: se Cina ci conquisterà, non si fermerà più
Roma, 12 feb. (askanews) – Il presidente taiwanese Lai Ching-te ha avvertito oggi che altri Paesi asiatici potrebbero diventare i prossimi obiettivi della Cina qualora Pechino dovesse impadronirsi dell’isola.
“Se Taiwan venisse annessa dalla Cina, le ambizioni espansionistiche della Cina non si fermerebbero lì”, ha dichiarato il leader in un’intervista all’agenzia di stampa France Presse. “I prossimi Paesi minacciati sarebbero il Giappone, le Filippine e altri nella regione indo-pacifica, con ripercussioni che si farebbero sentire fino alle Americhe e all’Europa”, ha aggiunto.
Per rafforzare la protezione contro la minaccia cinese, Lai ha affermato di voler intensificare la cooperazione con l’Europa nel settore della difesa. “Vorrei che Taiwan e l’Europa rafforzassero la loro cooperazione nell’industria della difesa e nelle tecnologie della difesa”, ha dichiarato.
Taiwan, che produce la maggior parte dei semiconduttori più avanzati al mondo, intende inoltre “lavorare con l’Europa allo sviluppo congiunto dell’intelligenza artificiale e aprire un’era di trasformazione intelligente globale”, ha sottolineato.
Il presidente ha elogiato “gli sforzi degli europei per difendere i valori universali e il loro sostegno alla resistenza dell’Ucraina di fronte all’invasione russa”, aggiungendo che “Taiwan è al fianco del popolo ucraino”.
Lai si è inoltre detto fiducioso che il Parlamento, dove l’opposizione è maggioritaria, approverà il bilancio della difesa proposto dal governo, che prevede 40 miliardi di dollari di spese aggiuntive. “In una società democratica ogni partito politico è in ultima analisi responsabile davanti al popolo. Sono quindi fiducioso che questo bilancio otterrà il loro sostegno”, ha dichiarato, mentre il testo è stato inviato in commissione per l’esame dopo essere rimasto bloccato per diverse settimane.
