Elezioni Aosta, «chiara mancanza di trasparenza e verità»: il Centrodestra ricorre al Consiglio di Stato
Sonia Furci e Giovanni Girardini all'avvio della campagna elettorale
Politica
di Danila Chenal  
il 17/02/2026

Elezioni Aosta, «chiara mancanza di trasparenza e verità»: il Centrodestra ricorre al Consiglio di Stato

I gruppi La Renaissance Valdôtaine, Fratelli d’Italia, Lega Vallée d’Aoste e gruppo misto di minoranza, insieme al partito UDC e all'avvocato Orlando Navarra ritengono doveroso almeno un riconteggio delle schede

Elezioni Aosta, «chiara mancanza di trasparenza e verità»: il Centrodestra ricorre al Consiglio di Stato.

Chiara mancanza di trasparenza e di verità.
Con queste motivazioni, i gruppi La Renaissance Valdôtaine, Fratelli d’Italia, Lega Vallée d’Aoste e gruppo misto di minoranza, insieme al partito UDC e all’avvocato Orlando Navarra ricorre al Consiglio di Stato avverso la sentenza del Tar Valle d’Aosta che a fine gennaio ha confermato Raffaele Rocco e Valeria Fadda vincitori del ballottaggio alle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale del capoluogo.

Lo ha anticipato ieri, lunedì 16 febbraio Gazzetta Matin.

«Alla luce della sentenza del Tar della Valle d’Aosta del 30 gennaio 2026, che in sostanza ritiene possibile la riduzione del divario di voti tra la coalizione Rocco-Fadda e la coalizione Girardini-Furci da 15 a 6 voti, ritenendo però « inammissibili per carenza di interesse » le altre osservazioni/censure, ricorreremo al Consiglio di Stato sostenendo che le elezioni e lo spoglio delle schede sono stati caratterizzati da una chiara mancanza di trasparenza e di verità» scrive in una nota la coalizione di Centrodestra (al netto di Forza Italia).

«Doveroso il riconteggio»

I ricorrenti ritengono doveroso almeno un riconteggio delle schede «al fine di garantire alla popolazione il vero verdetto elettorale perché chi governa lo possa fare alla luce di un vero e indiscutibile risultato, evitando che continui a serpeggiare in città un dubbio che a nostro avviso allontanerebbe ulteriormente gli elettori dal mondo della politica».

Annullamento regionali, ricorso al Consiglio di Stato non ancora deciso

«Non abbiamo ancora deciso se ricorrere in Consiglio di Stato.
Stiamo analizzando ogni dettaglio della sentenza del Tar, pronti a fare le mosse necessarie quando sarà il momento. I sistemi autoreferenziali non temono la rabbia, ma le persone informate, unite e capaci di pensare con la propria testa. Ogni cittadino consapevole è un piccolo seme di cambiamento» scrivono in una lettera aperta Monica Glassier e Sabrina Marando, le due cittadine valdostane che avevano presentato il ricorso per chiedere l’annullamento del voto delle elezioni regionali di settembre poiché lamentavano il cambio delle regole – 3 preferenze anziché 1 – in corsa.

Ricorso limite mandati

Il ricorso sul numero dei mandati in giunta è stato presentato da Avs soltanto per il presidente della Regione Renzo Testolin e non per il suo vice (nonché assessore) Luigi Bertschy.

La prima udienza sarà il 22 aprile davanti al Tribunale civile di Aosta.

«È una strategia processuale decisa con gli avvocati. Siccome le modalità di voto del presidente e dei componenti la giunta sono differenti, occorre un approccio diverso. Ma la sostanza è la stessa. Sia Testolin sia Bertschy non possono fare parte della quarta giunta consecutiva» sottolinea Elio Riccarand.
Per indicare anche Bertschy i ricorrenti avrebbero dovuto impugnare il voto per l’intera giunta. Impugnazione non necessaria: se la magistratura darà ragione ad Avs (con sentenza definitiva) il presidente decadrà e con lui l’intera giunta.

(danila chenal)

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