Venezia, Martella: mi candido sindaco per guidare cambiamento
Venezia, 19 feb. (askanews) – “Venezia deve tornare a credere in se stessa. Deve tornare ad abitare i suoi spazi, a creare lavoro, a sentirsi comunità. Non accetto che si abitui al declino come se fosse normale. Non lo è e non lo sarà. Io ci sono, non per gestire l’esistente ma per costruire un cambiamento radicale. E questa sfida non è solo mia: è nostra. Insieme possiamo vincerla”. Con queste parole Andrea Martella ha aperto ufficialmente la sua campagna elettorale davanti a oltre 400 persone riunite all’IMG Cinema Candiani di Mestre, nel cuore della terraferma veneziana. Un discorso programmatico e politico che ha indicato un’alternativa netta agli undici anni dell’amministrazione Brugnaro. Il cuore della proposta è racchiuso in quattro parole: abitare, lavorare, proteggere, ricucire. “Abitare – ha detto Martella – significa riportare residenti in centro storico, a Mestre e in tutta la città metropolitana, garantire diritto alla casa, contrastare la rendita e la monocultura turistica. Senza residenti non c’è città, c’è solo un meraviglioso fondale: per questo dico che ripopolare Venezia non è un capitolo del programma, è la chiave che tiene insieme tutto il resto. Il turismo è una risorsa fondamentale, ma se non è governato con equilibrio consuma la città e comprime salari e diritti. “Lavorare” significa creare occupazione di qualità, rilanciare Porto Marghera e il sistema produttivo della terraferma, investire su innovazione, cultura, economia verde, sostenere chi oggi fatica per il costo della vita e per servizi sempre più fragili. “Proteggere” vuol dire difendere l’ambiente e la laguna, ma anche rafforzare la rete sociale, i servizi, i presìdi pubblici: la sicurezza è un bene comune e un diritto fondamentale e si costruisce con controllo del territorio e con una città che funziona. “Ricucire” e rigenerare significa riqualificare spazi urbani e quartieri, rammendare le fratture tra centro storico, Mestre, Marghera, isole e litorale, costruire coesione dove oggi ci sono marginalità e divisioni”.

