Consiglio Aosta: maggioranza e Forza Italia si schierano a favore del raddoppio del Tunnel del Monte Bianco
L'ingresso del Tunnel del Monte Bianco
comuni, POLITICA & ECONOMIA
di Alessandro Bianchet  
il 25/02/2026

Consiglio Aosta: maggioranza e Forza Italia si schierano a favore del raddoppio del Tunnel del Monte Bianco

Approvato un ordine del giorno appoggiato anche dagli azzurri; astenuti i contrari il resto del centrodestra e Avs

Il consiglio comunale di Aosta o, per meglio dire, la maggioranza insieme a Forza Italia, si schierano per il raddoppio del Tunnel del Monte Bianco.

Questo il risultato della lunga discussione sull’ordine del giorno firmato da Union Valdôtaine, Stella Alpina e Pour l’Autonomie e votato anche da Pd e Forza Italia.

Astenute o contrarie, per varie motivazioni, le altre minoranze, con tanto di mezzo cortocircuito (peraltro già esplicitato dalle scelte in Place Deffeyes) nel centrodestra.

Raddoppio del Tunnel del Monte Bianco, l’ordine del giorno

A illustrare l’ordine del giorno la consigliera Uv Sylvie Hugonin, che ha ricordato come il tunnel attuale necessiti di un «programma di manutenzione complesso, che durerà ancora a lungo nei prossimi anni» e che causa il dirottamento dei trasporti su altre vie «più stabili e certe».

Ricordato l’aspetto strategico del Tunnel del Monte Bianco per la città di Aosta, per l’afflusso turistico e per il giro di affari degli operatori, Hugonin ha evidenziato che «la stabilità del collegamento è fondamentale per la competitività e la resilienza della nostra città – ha continuato -. Il raddoppio del tunnel non è pensato per aumentare il traffico, ma nell’ottica di migliorare la sicurezza, come da standard assodato tra le infrastrutture sull’arco Alpino».

Il raddoppio del Tunnel del Monte Bianco, poi, secondo Hugonin «eviterebbe chiusure totali anche in presenza di critici» e rappresenterebbe «un rafforzamento della competitività del territorio».

Ecco quindi la volontà di avviare «un confronto con i comuni interessati», riconoscendo le posizioni dei comuni francesi, ma evidenziando anche che «i dati ufficiali evidenziano come la principale fonte di Pm10 sia data dal riscaldamento a legna e non dal traffico – conclude Hugonin – Ciò non significa negare il problema, ma inquadrarlo, anche alla luce «di un’entrata in funzione nel 2035, in un contesto di mobilità a emissioni pari a zero».

Raddoppio del Tunnel del Monte Bianco: le impegnative

In particolare, l’ordine del gionro sul raddoppio del Tunnel del Monte Bianco impegna a:

– sostenere formalmente, in tutte le sedi istituzionali competenti (Regione Autonoma Valle d’Aosta, Governo italiano, organi bilaterali italo-francesi, gestore del traforo), la realizzazione della seconda canna del Tunnel del Monte Bianco, sottolineandone il ruolo strategico per la sicurezza, la continuità dei collegamenti e lo sviluppo equilibrato dei territori frontalieri;

– promuovere un’azione coordinata con la Regione e i parlamentari valdostani affinché la posizione della città di Aosta sia efficacemente rappresentata nelle sedi nazionali;

– richiedere alla Regione di monitorare costantemente attraverso la richiesta di studi aggiornati sugli effetti e sugli impatti economici, ambientali e trasportistici dell’opera.

Inoltre, invita l’ufficio di Presidenza del consiglio comunale a:

– trasmettere il presente Ordine del Giorno alla Regione, al Governo nazionale e all’Unione europea, sensibilizzando le istituzioni sul valore strategico del Tunnel del Monte Bianco quale infrastruttura transfrontaliera di interesse europeo, essenziale per la sicurezza e la resilienza della rete alpina; la continuità dei collegamenti tra Stati membri; l’integrazione territoriale e socio-economica delle regioni di confine; la coerenza con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e neutralità climatica nel lungo periodo;

– trasmettere l’odg ai Comuni francesi direttamente interessati (in particolare Chamonix, Saint-Gervais e gli altri Comuni della Vallée de l’Arve), esprimendo la disponibilità della città di Aosta a un incontro istituzionale volto a discutere, con spirito costruttivo e sulla base dei dati tecnici disponibili, il tema del raddoppio del Tunnel del Monte Bianco e delle sue ricadute per i territori coinvolti;

– dare adeguata informazione ai cittadini di Aosta sui contenuti del presente Ordine del Giorno e sulle ragioni per cui il Consiglio comunale ritiene strategico, per il futuro della città, un collegamento transfrontaliero sicuro, continuo e coerente con gli obiettivi europei di integrazione territoriale e di decarbonizzazione.

Gli emendamenti

Forza Italia ha chiesto di inserire alcuni emendamenti all’ordine del giorno.

In particolare, come spiegato dal capogruppo di Forza Italia Christian Chuc, «l’inserimento di come le criticità tocchino tutto il nord-ovest, come il raddoppio comporterebbe anche benefici ambientali abbattendo le code dai due lati del Tunnel», ma anche come «il prossimo comitato transfrontaliero si terrà ad Aosta».

Refat Mehmeti (Forza Italia), sottolinea inoltre come la doppia canna aumenterebbe «la resilienza della struttura» a fronte di emergenze e necessità di interventi pesanti.

Il dibattito

Tanti commenti contrari sull’ordine del giorno, a cominciare da quello di Katya Foletto di Avs, che ha sparato a zero sull’ipotesi di raddoppio e ha votato contro.

«È complesso pensare che Aosta si esprima su un progetto difficilmente realizzabile, visto che la Francia e molti comuni interessati sono contrari – ha tuonato Foletto -. Sarebbe stato bello coinvolgere il territorio, soprattutto la Valdigne, che sarà comunque interessata dall’aumento del traffico».

Foletto ha poi sottolineato come l’opera «così impattante, va in contrasto con una Valle che voglia aumentare un turismo sostenibile e tutela il nostro patrimonio ambientale – ha aggiunto -. I dati catastrofici di Confindustria, per tanti studi non lo sono così tanto e vorrei capire perché l’opera è diventata strategica quando non figura in nessun programma. Parlate di decarbonazzazione, ma a casa mia vuol dire un’altra cosa».

Giovanni Girardini, capogruppo de La Renaissance, ha ironizzato su quello che era stato uno dei suoi obiettivi nella campagna elettorale per le Regionali.

«Abbiamo inserito il raddoppio nel nostro programma, ma da 80 anni chi è che amministra la Regione? Voi – esclama Giovanni Girardini -. Siete stati a Lourdes e avete scoperto che stiamo diventando un cul-de-sac? Le questioni dipendono dalle non scelte e dall’incapacità di farsi sentire in Paritetica e di creare interlocuzioni tra le società di gestione dei trafori. La doppia canna è importantissima, come il raddoppio delle ferrovia e il collegamento alle reti veloci, ma non serve Confindustria per capire che quando i trafori chiudono gli incassi crollano».

Astenuto anche Giuseppe Manuel Cipollone (Fratelli d’Italia).

«Non c’è competenza, un ruolo del Comune, si tirano in ballo una serie di istituzioni, ma senza un peso specifico – ha esclamato -. Tutte le forze politiche e le associazioni hanno già espresso i benefici o meno del raddoppio. Per cosa impegniamo il sindaco? A perorare cosa? Gli impegni del sindaco sono tanti e mi sembra inutile vedere un’altra bella gita rimborsata».

Astensione anche per la leghista Sylvie Spirli.

«La sottoscritta e la Lega sono sempre stati favorevoli – ha aggiunto -. Si parla della perdita di 12 milioni di euro per ogni chiusura, ma non convincono le impegnative. Stiamo già lavorando tutti per raggiungere questo obiettivo e ci saremmo aspettati una maggiore condivisione».

Poi la frecciata.

«Condivisione anche dagli amici di Forza Italia – ha concluso -. Invece, si è preferito aprire le porte girevoli a forze che collaborano già in consiglio regionale. Magari, da qui al 2030, al settimo assessorato si siederà proprio uno degli amici di Forza Italia».

Si è astenuta, ma si smarca dal centrodestra Cristina Dattola (Renaissance).

«La Francia ha ribadito i rischi di inquinamento e il raddoppio del traffico, preferisce trasferire il tutto su rotaia e poi esiste già un comitato tecnico per studiare e lavorare sulla scala dei collegamenti e la decarbonizzazione – ha detto -. La Francia, poi, si occupa dell’inquinamento nella Valle di Chamonix; il fatto che Aosta decida su sta cosa mi trova perplessa».

(al.bi.)

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