Dermatite nodulare bovina: no all’obbligo vaccinale in primavera
Allevamento, Politica, Sanità
di Danila Chenal  
il 25/02/2026

Dermatite nodulare bovina: no all’obbligo vaccinale in primavera

Spiega i motivi del disappunto Valle d'Aosta Futura e, in una lettera aperta, chiede alle Istituzioni regionali di annullare la campagna vaccinale preventiva 2026

Dermatite nodulare bovina: no all’obbligo vaccinale in primavera.

Valle d’Aosta Futura esprime «lo sconcerto di fronte alla scelta delle Istituzioni regionali di ripartire in primavera con un’ ulteriore campagna vaccinale contro la dermatite nodulare bovina». Spiega i motivi del disappunto e, in una lettera aperta, chiede alle Istituzioni regionali di annullare la campagna vaccinale preventiva 2026.

Le motivazioni

VdA Futura fa l’analisi della situazione e scrive: «In Italia la situazione è in via di normalizzazione, anche gli ultimi focolai presenti in Sardegna a dicembre 2025 risultano definitivamente estinti e la Regione ha revocato tutte le restrizioni e le barriere formali. In Savoia, dove il virus è stato rilevato per la prima volta il 29 giugno 2025, la situazione sta migliorando».

«In Valle d’Aosta non sono mai stati registrati focolai – prosegue la lettera aperta inoltrata alle’ Istituzioni regionali -. L’ anno scorso era presente solo una zona di sorveglianza fissata nel raggio di 50 Km dall’epicentro francese e il governo regionale aveva scelto comunque di attuare una vaccinazione coattiva su tutti i bovini del territorio, diversamente dal Piemonte che invece aveva fatto rientrare senza vaccinazione i suoi 3.933 capi presenti nei nostri alpeggi».

No all’obbligatorietà

Valle d’Aosta Futura ritiene che «quando una campagna vaccinale diventa obbligatoria e indiscriminata, le domande che ogni professionista della salute pubblica dovrebbe porsi sono molte: che tipo di vaccino si userà? Quali dati di sicurezza lo supportano? È proporzionato al rischio reale? Ci sono alternative praticabili? Sappiamo che sebbene non esista una terapia eziologica standardizzata, la malattia innanzitutto è curabile e la prevenzione si basa su un insieme di misure:il controllo dei vettori, la gestione ambientale, la biosicurezza delle stalle, la riduzione dello stress animale e una sorveglianza clinica attiva».

Scelte più lungimiranti

Valle d’Aosta Futura ritiene che «nelle scelte di sanità pubblica, umana e veterinaria, le decisioni efficaci non sono quelle più rapide o più semplici, ma quelle capaci di tenere insieme complessità, evidenze, responsabilità; crediamo nelle scelte che rispettano i principi di precauzione e di proporzionalità.Pertanto chiediamo alle Istituzioni regionali la rettifica della campagna vaccinale preventiva 2026 contro la dermatite nodulare bovina».

(re.aostanews.it)

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