Sanremo dal retropalco: Fedez-Masini in testa, Sal Da Vinci accende le strade
Dalla Sala stampa all’Ariston, passando per le vie affollate della città: la classifica resta apertissima, ma fuori dal palco il Festival di Sanremo di Sanremo ritrova energia tra confessioni, ospiti e un tormentone che nasce tra la gente
Al Festival di Sanremo, dopo tre serate, Fedez e Masini scattano, mentre Sal Da Vinci tenta il sorpasso.
Sia la “strana coppia” sia il cantautore guidano le cinquine dei preferiti rispettivamente della seconda e della terza serata.
A completare la squadra dei più votati di mercoledì Tommaso Paradiso, Nayt, Ermal Meta, LDA e Aka7Even.
Giovedì terminano nella top 5 anche Luchè, Sayf, Arisa e Serena Brancale.
Se su Spotify Male necessario di Fedez e Masini staziona al primo posto, tallonata da Sayf, Nayt, Ditonellapiaga e Luchè, in Sala stampa, all’Ariston e nelle strade Sal Da Vinci viene osannato e sembra aver quantomeno azzeccato il vero tormentone.
In un’edizione con pochi picchi e nessun palese dominatore, i dieci nomi usciti dalle selezioni del televoto sembrano poter legittimamente ambire al podio.
Quotazioni in discesa per l’outsider della prima sera Fulminacci e per la favorita della vigilia Ditonellapiaga, che sembrano non avere una forza sufficiente tra le preferenze da casa.
Sal Da Vinci sul palco di Sanremo 2026
Sanremo 2026: meno ascolti, più vita nelle strade
Deludente negli ascolti (pur viaggiando su dati inaccessibili per qualunque altro appuntamento televisivo), nel corso del terzo giorno il Festival è sembrato però prendere vita nelle vie della città.
Le code si allungano indefinitamente, le attese si moltiplicano, spuntano gli artisti di strada (assenti ingiustificati nella prima parte della settimana), personaggi noti o aspiranti tali riempiono eventi di media e sponsor, si affollano gli angoli della città.
Sembra in qualche modo riaccendersi un’atmosfera certamente popolata, ma marcatamente più sopita rispetto alle recenti edizioni.
Il Club dei Romantici di Tommaso Paradiso
Il centro di Sanremo rispecchia d’altronde le trenta canzoni in gara.
Così come i brani proposti sono meno impattanti rispetto ai precedenti – testimoniato oltretutto dai minori ascolti sulle piattaforme di streaming – anche fuori dal palco artisti ed etichette hanno dimostrato creatività e sfrontatezza smorzate.
Si distinguono il Club dei Romantici di Tommaso Paradiso, store davanti al quale staziona costantemente una folla in attesa dell’arrivo del cantautore romano; il bar quartier generale di Sayf (in cui campeggia lo striscione con la simbolica frase del testo “Noi siamo tutti uguali, al bar e a lavorare”), che durante le giornate si presenta per servire caffè al bancone; e le sortite in città, improvvise e imprevedibili, di Elettra Lamborghini e Sal Da Vinci.
Il quartier generale di Sayf a Sanremo
Sala stampa Sanremo: emozioni, maturazione e qualche rischio creativo
In Sala stampa pochi azzardano sentieri creativi inesplorati, come fecero Mahmood ballando, Lucio Corsi cantando accompagnato dalla chitarra o Tony Effe presentato da stornellatori romani.
Oltre ad Arisa che inizia a intonare il ritornello di Magica favola, interrompendosi bruscamente per il terrore di poter essere squalificata, emergono comunque alcuni spunti interessanti.
Colombre parla dell’importanza della personale esperienza a scuola: «Quando ho insegnato come supplente ho cambiato modo di scrivere. Con i ragazzi non puoi essere disonesto, non puoi nasconderti, devi essere vero ed empatico. Alla fine educare deriva da educĕre, cioè il tirare fuori qualcosa, e con loro per me è stato uno scambio. Ho imparato molto».
Enrico Nigiotti si commuove: «Mi porto dentro tutto della mia città, tanto che di mattina alle 7 sono andato a farmi una passeggiata guardando il mare e pensando a Livorno. Lì mi aspettano i figli, a prescindere dagli spostamenti per il lavoro quella è la casa».
Il tema della maturazione viene invece affrontato da J-Ax e Malika Ayane.
Per il primo: «Il brano rappresenta il poter fare pazzie grazie ad una libertà artistica acquisita con la coscienza che se anche dovesse andare tutto male rimane quel qualcosa che già è stato fatto» .
Per la cantautrice: «La cosa migliore che capita invecchiando è che se non siamo delle zucchine impariamo a conoscerci, a equilibrare tutte le nostre parti. La raffinatezza e la ricercatezza insieme all’idea che noi dobbiamo cercare di intrattenere e divertire».
I momenti più intensi all’Ariston: tra omaggi e grandi voci
Delle dieci ore di diretta rimangono l’omaggio delicato e intenso di Achille Lauro, avvolto ormai da un’aura da star, alle vittime di Crans-Montana; il collegamento con Paolo Sarullo, ragazzo tetraplegico a causa di una violenta aggressione, che alla domanda sul futuro risponde prontamente “Non si molla un c….”; e i ragazzi del coro Anffas (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo) che emozionano con Si può dare di più.
Il club Agonia di Chiello a Sanremo
E ancora, le voci di Alicia Keys, magnifica guest star internazionale dell’edizione; di Fausto Leali, portentoso e premiato per la carriera a 81 anni; e di Max Pezzali, in grado di avviare ogni sera un karaoke istantaneo grazie a un repertorio che è sinonimo intrinseco degli anni 90.
Risate centrate e a tratti necessarie, che non avevano trovato spazio martedì, arrivano grazie a due talenti ispirati: il poliedrico Lillo sul “modello Frassica” e un Ubaldo Pantani più “Lapo” che Lapo Elkann stesso.
Verso la finale: duetti, pronostici e futuro del Festival
Mentre si aggrovigliano le previsioni sull’andamento della classifica, sul riscontro reale delle 30 canzoni e si discute già su future conduzioni e futuri partecipanti, resta una certezza inequivocabile espressa da Luchè in Sala stampa: «Paradossalmente è un peccato che il Festival succeda solo una volta l’anno, perché la musica in Italia ha bisogno di questo genere di enormi attenzioni. Non dico tutte le settimane, ma sicuramente più spesso di quanto accade».
Mancano all’appello il venerdì dei duetti e la finale, serate in cui Gazzetta Matin, insieme alle altre testate accreditate, esprimerà le sue preferenze.
Poi, da domenica, verrà malinconicamente smontato il gigantesco luna park sanremese, con un arrivederci generale al 2027, salvo sorprese estive.
(luca mauro melloni, inviato a Sanremo)
