CREAlab: Cva e Podium in prima fila per una tecnologia di accumulo di energia di lunga durata
Il progetto da 10,3 milioni di euro, vede in prima fila Cva; è stato presentato KEY - The Energy Transition Expo di Rimini
Lo sviluppo di una innovativa tecnologia di accumulo di energia di lunga durata.
Questo lo scopo di CREAlab (Circular Renewable Energy Area Living Lab), il progetto presentato mercoledì 4 marzo al KEY – The Energy Transition Expo di Rimini, che vede come capofila Cva spa, in partnership con Podium Engineering, Torino Airport, aizoOn Consulting, Politecnico di Torino e Istituto Italiano di Tecnologia.
Accumulo di energia: cos’è CREAlab
Il progetto, dal costo di 10,3 milioni di euro, di cui 7,47 finanziati in attuazione del decreto del Ministero dell’Ambiente e delle Sicurezza energetica, coinvolge partner impegnati nella decarbonizzazione e nella gestione di energia prodotta da fonti rinnovabili non programmabili, mirando a sviluppare una tecnologia di accumulo di energia innovativo di lunga durata.
L’idea è quella di realizzare modelli finalizzati alla progettazione di sistemi di accumulo integrati e a sviluppare algoritmi di gestione dei sistemi stessi, tramite la validazione in ambienti operativi reali.
Accumulo di energia, le esigenze.
Il progetto nasce dalla necessità, alla luce della sempre maggiore installazione di impianti di produzione di energia rinnovabile non programmabile, di installare impianti di accumulo che consentano di disaccoppiare la produzione dal consumo, offrendo maggiore flessibilità.
Stessa necessità presente in sistemi di distribuzione chiusi in contesti industriali, dove si realizzano sempre più impianti di produzione di energia rinnovabile non programmabile per favorire la transizione energetica.
L’attività di sviluppo tecnologico di CREALab punta a realizzare una tecnologia di accumulo con una durata pari o superiore alle sei ore, di taglia industriale, con materiali riciclabili e rigenerabili, per la successiva integrazione in rete in due dimostratori differenti.
Il primo dimostratore (DEMO1) sarà realizzato presso CVA e l’altro (DEMO2) all’aeroporto di Torino.
Nel DEMO1, il Novel-BT non sarà utilizzato singolarmente, ma in combinazione con impianti di accumulo installati o in corso di installazione, per creare un sistema di accumulo ibrido (HESS) per erogare differenti servizi di rete.
Il DEMO1 potrà diventare un centro di competenza per la validazione di tecnologie per lo storage, con possibilità di testare, migliorare e verificare nuove soluzioni tecnologiche anche da parte di enti e aziende esterne.
Nel DEMO2, il Novel-BT sarà integrato nella smart grid aeroportuale, al fine di massimizzare l’autoconsumo dell’energia rinnovabile prodotta (per la maggior parte con un impianto fotovoltaico a basso impatto elettromagnetico), allo scopo di migliorare la compatibilità con i sistemi radar esistenti.
L’obiettivo è arrivare a un ruolo determinante nella decarbonizzazione a cui il settore dell’aviazione sta rispondendo con l’elettrificazione della domanda energetica sia delle operazioni di terra, sia, in futuro, per le operazioni di volo degli aeromobili.
Accumulo energia: lo sviluppo
Per quanto riguarda l’attività di sviluppo, questa sarà supportata da un simulatore che, partendo da un portafoglio eterogeneo di impianti FER per tecnologia e area di mercato, considererà le caratteristiche tecniche attuali e prospettiche delle diverse tecnologie di accumulo.
Tale simulatore consentirà di determinare l‘architettura ottimale del sistema (ibridizzazione delle tecnologie) e la taglia ottima delle tecnologie, minimizzando il Levelized Cost of Storage.
Lo sviluppo di algoritmi sarà basato su simulatori dinamici per calcolare la gestione ottimale in condizioni variabili, simulare il dimensionamento progressivo e ottimizzare il dispacciamento di un mix di tecnologie di produzione e accumulo.
Tutto ciò sarà effettuato considerando diversi scenari energetici e differenti modelli di business.
Dal punto di vista della sostenibilità, l’utilizzo di materiali a basso impatto e ad alto contenuto riciclabile e rigenerabile, favorirà la creazione di una filiera nazionale svincolata da forniture estere strategiche, con potenziale replicabilità industriale.
(re.aostanews.it)
