“Immaginari di Legalità”: a L’Aquila l’evento di confronto e dialogo
Milano, 13 mar. (askanews) – Non una lezione ex cathedra, ma un ponte comunicativo tra il rigore delle aule di giustizia e la realtà complessa delle case-famiglia: la quinta edizione di “Immaginari di Legalità”, svoltasi la mattina del 13 marzo nella cornice della Sala Lignea del Palazzetto dei Nobili, propone il dialogo diretto con gli organi di giustizia per comunicare il valore e il senso della legalità ai più giovani.
Protagonisti dell’iniziativa, promossa dall’associazione L’Aquila che Rinasce ETS, i ragazzi delle case-famiglia aquilane Il Cenacolo degli Angeli e La Perla. L’obiettivo è quello di trasformare il concetto di “legalità” da qualcosa di astratto in uno strumento di partecipazione e riscatto sociale.
Il cuore dell’evento è stato il confronto diretto: in un momento in cui il linguaggio delle istituzioni appare spesso distante e impersonale, l’incontro ha dimostrato l’importanza di una comunicazione empatica. Vedere figure di spicco della magistratura, come Fabrizio Riga (Presidente vicario della Corte d’Appello) e Romolo Como (già magistrato ed avvocato della Procura Generale), dialogare con le fasce adolescenziali più esposte al rischio di isolamento e dispersone scolastica dimostra come la legalità sia fatta da una parte di organi preposti ad amministrala e, dall’altra di consapevolezza e partecipazione attiva da coltivare anche nelle scelte personali e nei piccoli gesti quotidiani.
“La cultura della legalità è fatta soprattutto di consapevolezza delle proprie scelte”, ha sottolineato Virginia Como, Presidente dell’associazione, “e questa consapevolezza può nascere solo se esiste un canale di ascolto reciproco: le istituzioni non devono solo “parlare ai giovani”, ma “parlare con i giovani”, offrendo modelli positivi e solidi per conoscere e saper affrontare i rischi legati ai reati relazionali e alle nuove infiltrazioni criminali”. La proiezione del cortometraggio “Un giudice ragazzino” di Pier Glionna, prodotto dalla Roma Film Academy, ha offerto un potente gancio narrativo. La figura del beato Rosario Livatino trasmette infatti un messaggio fondamentale: la partecipazione alla vita civile non richiede atti straordinari, ma l’assunzione di piccole responsabilità quotidiane. Per i ragazzi presenti, spesso segnati da percorsi di vita accidentati, questo messaggio rappresenta una via d’uscita concreta dalla marginalità e dalla dispersione scolastica.
Oltre ai magistrati Fabrizio Riga e Romolo Como, hanno partecipato, portando il loro saluto, Marco Boleo, Virginia Como, Antonella di Gregorio e i ragazzi delle case-famiglia con interventi e rielaborazioni artistiche sui temi della legalità. L’introduzione è stata affidata a Germana d’Orazio e la moderazione a Salvatore Santangelo. L’evento nasce da un solido protocollo d’intesa tra L’Aquila che Rinasce e la Corte d’Appello, attivo dal 2021, in una sinergia che coinvolge la Regione Abruzzo, l’Ordine dei Giornalisti, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Movimento Cristiano Lavoratori e diverse realtà del terzo settore, come la Lanterna Magica ETS, a dimostrazione che la ricostruzione sociale e culturale dell’Aquila passa necessariamente per una rete comunicativa integrata.
