Senatrice Spelgatti: «non sono sparita» e annuncia «non mi ricandiderò né in Regione né a Roma»
La senatrice Nicoletta Spelgatti ieri a Stoccolma
Politica
di Danila Chenal  
il 13/03/2026

Senatrice Spelgatti: «non sono sparita» e annuncia «non mi ricandiderò né in Regione né a Roma»

L'annuncio arriva dopo un lungo sfogo: «rispettando ciò che ho sempre detto, e cioè che la politica è un servizio a termine, io non mi ricandiderò in Senato o in Regione»

Senatrice Spelgatti: «non sono sparita» e annuncia «non mi ricandiderò né in Regione né a Roma». L’annuncio arriva dopo un lungo sfogo: «rispettando ciò che ho sempre detto, e cioè che la politica è un servizio a termine, io non mi ricandiderò in Senato o in Regione».

Tirata in ballo in un articolo sul Peuple, la pubblicazione online dell’Union Valdôtaine che si chiedeva che fine avesse fatto, la senatrice della Lega VdA Nicoletta Spelgatti replica: « Vi ringrazio per il gradito attacco frontale in cui vi chiedete che fine abbia fatto, ironizzando sulla mia presunta scomparsa, sulla mia inconsistenza, e in cui dite che avrei “promesso mari e monti” ma che in realtà sarei un fuoco di paglia».

«Proprio perché attaccata mi rendete necessario liberarmi per un momento dalle catene del silenzio che mi sono messa addosso nel cercare di interpretare al meglio il ruolo di unica Senatrice in rappresentanza della Valle d’Aosta» prosegue la nota.

Lo sfogo

«Ho messo da parte non solo gli abiti di parte, ma anche i sentimenti che immagino si possano capire dopo che per la seconda volta mi è stato impedito di governare, e da subito ho cercato il Presidente e tutti i membri della Giunta mettendomi a disposizione e chiedendo di lavorare insieme nell’esclusivo interesse della Valle D’Aosta. Avevamo un’opportunità irripetibile: per la prima volta la Senatrice era al Governo a Roma, con il movimento, la Lega, che da sempre lotta per i territori, per la montagna, per l’autonomia. Per di più io sedevo nella prima commissione al Senato, dove passano tutte le riforme più importanti.  Avevo ottenuto dal ministro Calderoli da subito il via per lavorare davvero sulla zona Franca, per cui immediatamente ho chiesto al Presidente e alla Regione di muoversi a presentare un progetto, visto che è la Regione ovviamente a dover fare richieste  e trattare con lo Stato, ma nulla. E questo era solo l’inizio».

«Grazie al ministro Calderoli abbiamo portato a casa la legge sulla montagna. Uguale discorso vale per le battaglie sull’Autonomia, che hanno permesso alle altre regioni a Statuto speciale di portare a casa non solo tante norme di attuazione, ma soprattutto a contrattare le modifiche dello Statuto speciale. Unica regione che mai si è presentata con richieste: la Valle d”Aosta. Ho resistito ad ogni tentazione di parlare, di rispondere, di attaccare, pur di non minare a Roma la credibilità della Regione».

«Avete detto che avrei promesso mari e monti. Sbagliato. Io ho raccontato ai valdostani il mio sogno per la nostra meravigliosa terra e per il nostro popolo. Li ho guardati negli occhi, ho trasmesso cosa avrei voluto per la Valle. Ho combattuto per tanti anni non contro qualcuno o qualcosa ma in nome di un sogno e a difesa di esso, per cambiare un sistema. Al servizio della Comunità e non dell’Ego personale».

«E chiudo ringraziandovi per avermi definita un fuoco di paglia. È vero. Mi sento una fiamma che ha bruciato tanto ma che non è riuscita ad infiammare a sufficienza i cuori perché partisse da tutte le parti il fuoco del cambiamento. Eppure ovunque ci sono persone che interpretano la politica in un modo diverso. Ringrazio l’amico e collega Franco Manes, che dal primo giorno ha accolto il mio spirito di collaborazione nell’interesse comune della Valle, pur nella difficoltà oggettiva di essere uno in minoranza e una in maggioranza, e appartenendo a forze politiche in posizionamenti invertiti in Regione».

«Chiudo dicendo che però avete fatto male i calcoli…. rispettando ciò che ho sempre detto, e cioè che la politica è un servizio a termine, io non mi ricandiderò in Senato o in Regione. Ma il fuoco di cui parlate non si spegnerà perché il mio compito sarà quello di cercare di infiammare il cuore di tanti altri che potranno meglio di me portare la fiamma in futuro, quando avrò terminato il mio mandato».

(re.aostanews.it)

 

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