Kart: Andres Tomas alla ricerca di una nuova casa per La Quercia 58 di Pontey
La pista di kart La Quercia 58 a Ponty
comuni, iniziativa
di Danila Chenal  
il 14/03/2026

Kart: Andres Tomas alla ricerca di una nuova casa per La Quercia 58 di Pontey

Tomas, però, deve fare i conti con i tanti no delle istituzioni; Aosta e la Plaine tentennano davanti alla richiesta di utilizzare zone abbandonate per permettere la realizzazione di una pista di kart

Kart: Andres Tomas alla ricerca di una nuova casa per La Quercia 58 di Pontey.

Thomas, però, deve fare i conti con i tanti no delle istituzioni. Aosta e la Plaine tentennano davanti alla richiesta di utilizzare zone abbandonate per permettere la realizzazione di una pista di kart.

Questione di principio

«Ormai è diventata una questione di principio, ma iniziamo a capire perché in Valle ci sono tante zone abbandonate che non vengono riqualificate: sembra impossibile attuare iniziative private che peraltro, in questo caso, hanno anche ricadute sociali». Non intende alzare bandiera bianca Andres Tomas, presidente dell’associazione La Quercia 58, che nel 2022 ha dato vita alla fortunatissima pista di kart di Pontey.

Andres Tomas, presidente dell’associazione La Quercia 58

Un’attività in rapida crescita, che ha contribuito anche a far nascere giovani talenti in ambito motociclistico, costretti ora ad allenarsi fuori Valle, organizzando anche iniziative a carattere sociale (leggi kart terapia), ma che ora avrebbe bisogno di un via libera da parte delle istituzioni per spostare (e allargare) l’attività ad Aosta o nella Plaine. Il problema è che, a fronte di tantissimi terreni individuati, le istituzioni sembrano conoscere una sola riposta: no. E no che arrivano per le più svariate scuse, alcune anche in conflitto tra loro.

Opzione 1

La ricerca di una nuova casa per la pista di kart (e anche minimoto) era partita da un terreno situato nella zona del cavalcavia autostradale, nei pressi del Gros Cidac. Nonostante la presentazione di «relazione geologica, sull’impatto acustico e tutte le autorizzazioni del caso, si è trovato il modo di dire no» racconta Andres Tomas, ricordando come il diniego sia giunto dall’allora dirigente del Dipartimento Risorse Idriche, Raffaele Rocco, attuale sindaco di Aosta.

Opzione 2

Altro giro altra corsa, la proposta arriva da VdA Structure, che offre l’area ex Sima a Pollein, situata nelle vicinanze del Docks e utilizzata solo  più per alcuni test pratici della Motorizzazione civile. A luglio c’è stato l’incontro con il Comitato organizzativo viabilità e le cose sembravano andare per il verso giusto, peccato che poi si sia deciso di tenerla a disposizione della Protezione civile «per scopi prefettizi» si legge nelle corrispondenza intercorsa tra Regione e Tomas.

«Noi avevamo proposto di sistemare la zona, utilizzare solo 9.000 metri quadri sui 15.000 disponibili, garantendo lo sgombero dell’area in casa di emergenze, nonché reperibilità, realizzazione di servizi, sala briefing, allaccio elettrico e la completa disponibilità per qualsiasi esigenza durante l’inverno – racconta ancora il presidente -. Ma anche qui, dopo 15 anni di sostanziale inutilizzo si è deciso di ridestinare l’area alla Regione».

Opzione 3

L’ultima offerta, ancora da VdA Structure, è quella poi approdata anche nel consiglio comunale di Aosta e riguardante la zona a valle della nuova circonvollazione del Quartiere Dora, dove un tempo avrebbe potuto sorgere il nuovo maneggio e dove c’era il tiro a volo. «Sarebbe stata lontana dalle case, avrebbe rispettato le soglie di mpatto acustico e sarebbe stata un’offerta incredibile in previsione del nuovo parco – continua Tomas -. Qui, però, ci è stato contestato che la nostra non fosse una ricollocazione di attività aostana e che non fosse neanche un’attività economica, quando altri terreni non ci erano stati concessi per il motivo opposto. Insomma, si scrivono le norme nella maniera più vaga possibile, così da interpretarle secondo necessità».

Avanti tutta

Il presidente dell’associazione La Quercia 58, però, non molla la presa. «Abbiamo coinvolto anche l’associazione di rotellistica, ormai spodestata dal Montfleury, sintono ulteriore che c’è la necessità di un tracciato – spiega ancora Andres Tomas -. Noi lavoriamo anche con i disabili, abbiamo attrezzato dei kart, abbiamo fatto kart-terapia in centro ad Aosta e ci piacerebbe poterla fare su un terreno “nostro”. Non chiediamo soldi pubblici, chiediamo solo uno spazio da valorizzare. In Valle non ci si rende conto di che atout turistico potrebbe rappresentare. A Pontey vengono anche degli svizzeri, ma la maggior poarte, poi, fanno quasi tutti tappa a Ottobiano, dove mi alleno anch’io e dove nel weekend si riempiono pista e alberghi».

Ma c’è anche l’aspetto agonistico. «Dispiace che atleti come mio figlio David e Andrea Cheillon, solo per citarne alcuni, debbano farsi 400 chilometri per allenarsi in moto – conclude -. Si prenda esempio da Ala di Trento, che ne ha fatto un’attrazione turistica. Per ora rimarremo a Pontey, poi vedremo, ma sicuramente continuerò questa battaglia, che ormai è una questione di principio».

Consiglio comunale

La questione, riguardante in particolare l’ultima area proposta, nei pressi della futura area verde del Quartiere Dora, è approdata anche nel consiglio comunale di Aosta, dove il fratellista Giuseppe Manuel Cipollone aveva portato un’interrogazione per capire le motivazioni alla base della mancata concessione dell’area Ce01, visto peraltro che l’associazione La Quercia 58 «si è proposta anche di valutare operazioni di bonifica dell’area a proprio carico».

L’assessore alla Pianificazione, Luca Tonino, ha sostanzialmente ricordato come la zona Ce01 sia «destinata alla ricollocazione di attività terziarie, industriali, artigianali, di servizio, ad impianti e attrezzature di interesse generale, nonché ad altre attività comprese nelle categorie di destinazioni d’uso dell’articolo 73, comma 2, lett. e, f, i, ed m della legge regionale 11/1998, impropriamente collocate in ambito urbano, e come tali definite e individuate concordemente con il Comune» ha spiegato Tonino, evidenziando come la pista non rientri in questi casi.

«Abbiamo perso un’occasione importante per favorire un’attività che avrebbe portato nuovi profili turistici ad Aosta, peraltro in cambio di qualcosa che solo in potenza potrebbe verificarsi – ha concluso Cipollone -. Esorto l’amministrazione a proporre delle alternative per ampliare i propri circuiti, portando benefici alla città. Spiace che progetti molto concreti, con nullaosta formali da parte dei proprietari dei terreni, con benefici, siano tenuti in congelatore per dei vincoli del piano regolatore che potrebbero non essere mai sfruttati».

(al.bi)

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