Un Vermeer a Torino: la Donna in blu che legge una lettera
Torino, 14 mar. (askanews) – Un Vermeer a Torino: per la prima volta un’opera dell’artista olandese arriva nel capoluogo piemontese e porta quella luce unica, quello sguardo diventato in qualche modo un paradigma, oltre a quel senso di sottile mistero tipico della sua pittura. Palazzo Madama inaugura così il ciclo “Incontro con il capolavoro”.
“La ‘Donna in blu che legge una lettera’ dal Rijksmuseum di Amsterdam fino al 29 giugno a Torino a Palazzo Madama – ha detto ad askanews Clelia Arnaldi, curatrice della mostra e conservatrice del museo torinese – ha veramente offerto l’occasione di studiare le nostre collezioni abbinare al dipinto tutto quello che poteva aiutare a contestualizzarlo dal punto di vista della storia, della sua biografia, anche della storia dell’arte, del momento, ma anche del rapporto che il pittore aveva con quello che dipingeva, quindi la donna olandese, la sua presenza nella società olandese molto importante, perché le donne a quell’epoca in Olanda sono molto istruite, sono donne che leggono, che parlano, che scrivono, che suonano”.
Il dipinto è splendido, ovviamente, ma a essere molto interessante è tutto il racconto costruito intorno a esso, dalle riproduzioni in dimensioni reali degli altri quadri di Vermeer all’esposizione di disegni, tessuti, carte geogafiche, pigmenti: tutto collegato ai dipinti dell’artista e alla vita dei Paesi Bassi nel Seicento. Un percorso di avvicinamento che amplifica l’emozione della singola opera e la rende ancora più intensa. Con anche un programma di attività legate alla mostra.
“Abbiamo tante attività, laboratori per le scuole, conferenze di approfondimento – ci ha spiegato Anna La Perla, dei Servizi educativi di Palazzo Madama – ma soprattutto un piccolo concorso dedicato alle scuole in cui chiediamo ai ragazzi, agli studenti, dai 6 ai 19 anni, di immaginare il contenuto della lettera. Quindi che cosa riceve, chi è che scrive, a chi la scrive, la ragazza oppure la ragazza sta scrivendo, ha scritto e sta rileggendo. Che cosa c’è all’interno di questa lettera? Sentimenti, situazioni, lettere perse che non si sono ritrovate emozioni e provare con la scrittura”.
La ‘Donna in blu”, con quel vestito da casa ma di un colore indimenticabile, grazia all’uso del lapislazzuli, non smette di leggere la sua lettera. Non conosceremo mai tutta la sua storia, ma possiamo continuare a immaginarla e, a Palazzo Madama, abbiamo l’opportunità di entrare un po’ di più nel suo mondo.
