Fedagripesca Toscana: insufficienti misure attuali contro lupi
Roma, 18 mar. (askanews) – “Negli anni gli allevatori hanno già adottato molte misure di adattamento: recinzioni, sistemi di protezione delle greggi, cambiamenti nell’organizzazione del lavoro. Il problema è che queste misure oggi non sono più sufficienti a garantire la continuità delle attività”. dirlo è Fedagripesca Toscana, la Federazione degli agricoltori di Confcooperative Toscana, intervenendo nel dibattito sul tema lupi, dopo gli ultimi avvistamenti in Versilia e in Maremma.
“La convivenza con il lupo è un tema reale e complesso, ma non si può pensare che la soluzione sia semplicemente chiedere alle persone di cambiare abitudini. Gli agricoltori e gli allevatori, in particolare, si sono già adattati da tempo, ma oltre un certo limite diventa impossibile”.
“Adattarsi non è sempre semplice, perché in alcuni casi significa ridurre o addirittura rinunciare a un’attività. Se un allevatore è costretto a limitare o abbandonare il proprio lavoro – aggiungono da Fedagripesca Toscana – il problema non riguarda solo lui ma l’intero territorio, con ricadute sulla produzione agricola, sull’economia locale e sulla tutela del paesaggio”.
“La sicurezza deve essere considerata a 360 gradi: per gli animali allevati, per le colture ma anche per le persone. Pensiamo agli agricoltori che lavorano quotidianamente nelle campagne, ma anche a chi si sposta giornalmente guidando un’auto o un motorino. È un tema che riguarda la vita quotidiana delle comunità e non può essere ridotto soltanto a una questione di abitudini individuali”, spiegano ancora da Federagripesca Toscana.
“La convivenza con la fauna selvatica è un obiettivo condivisibile e nessuno mette in discussione il valore della biodiversità. Ma questa convivenza deve essere sostenibile anche per chi lavora nelle campagne, perché l’agricoltura e la pastorizia sono già attività sotto forte pressione tra difficoltà economiche, ricambio generazionale e spopolamento delle aree interne. Se si aggiungono ulteriori criticità – conclude Federagripesca Toscana – il rischio concreto è l’abbandono delle attività, con conseguenze negative per tutto il territorio”.
