La Capitale italiana della Cultura 2028 sarà Ancona
Roma, 18 mar. (askanews) – Dopo L’Aquila nel 2026 e Pordenone nel 2027 la Capitale italiana della Cultura nel 2028 sarà Ancona, con il dossier “Ancona. Questo adesso”. Lo ha annunciato il ministro della cultura, Alessandro Giuli, nel corso di una cerimonia nella Sala Spadolini del Ministero di via del Collegio Romano, alla presenza della Giuria di selezione, presieduta da Davide Maria Desario, e dei sindaci e rappresentanti delle dieci città finaliste tra le 23 candidate. Alla vincitrice è assegnato un contributo di un milione di euro, per attuare il programma culturale presentato nel dossier di candidatura.
Il titolo di Capitale italiana della cultura viene conferito dal Consiglio dei Ministri con propria
Delibera, su proposta del ministro Giuli che recepisce la raccomandazione della Giuria di selezione. La raccomandazione con la motivazione del riconoscimento è arrivata dopo un percorso di valutazione, che ha incluso anche le audizioni delle dieci finaliste.
Il dossier di candidatura “soddisfa pienamente gli indicatori del bando, ponendosi come un modello di
progettazione culturale innovativa sostenibile e condivisa. Il giudizio è eccellente”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, leggendo le motivazioni che hanno portato la commissione per la Capitale italiana della Cultura nel 2028 a raccomandare all’unanimità la scelta di Ancona. Il dossier, ha aggiunto il ministro, “propone un modello di valorizzazione culturale solido e coerente, capace di coniugare identità territoriale e apertura internazionale in una visione che connette le politiche culturali con più ampie dimensioni di rigenerazione urbana, inclusione sociale e partecipazione. Il programma di eventi e interventi è solido e interdisciplinare ed è adeguato per attrarre un pubblico ampio e diversificato lungo l’intero arco dell’anno”. “La strategia di investimento appare solida e coerente con gli obiettivi con un impatto atteso significativo sul tessuto socio-economico, apprezzata inoltre l’integrazione tra istituzioni culturali, sistema della ricerca, realtà associative e operatori del territorio che garantisce una rete strutturata partecipativa e orientata alla crescita” ha continuato. “Rilevante l’attenzione alla dimensione europea e mediterranea che rafforza il posizionamento internazionale del progetto, così come il coinvolgimento attivo delle comunità locali e degli enti territoriali, nonché dei giovani, considerati non soltanto come fruitori, ma come protagonisti dei processi creativi e culturali” ha concluso Giuli leggendo il giudizio della commissione.
In lizza, oltre a Ancona, c’erano Anagni (Fr) con il dossier “Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce”; Catania con il dossier “Catania continua”, Colle di Val d’Elsa (Si) con il dossier “Colle28. Per tutti, dappertutto”; Forlì con il dossier “I sentieri della bellezza”; Gravina in Puglia (Ba) con il dossier “Radici al futuro”, Massa con il dossier “La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia”; Mirabella Eclano (AV) con il dossier “L’Appia dei popoli”; Sarzana (SP) con il dossier “L’impavida. Sarzana crocevia del futuro”; Tarquinia (VT) con il dossier “La cultura è volo”. La Capitale italiana della cultura è un’iniziativa promossa dal Mic, Dipartimento per le attività culturali, che mira a valorizzare il patrimonio italiano e a incentivare la progettualità delle città nel segno della cultura.
