Pasqua in Val Pusteria tra campane tibetane e ultime sciate
Milano, 18 mar. (askanews) – In Val Pusteria la Pasqua cade in quel punto dell’anno in cui l’inverno resiste ancora, ma la luce cambia già i ritmi e riempie i pomeriggi fino a tardi.
A Sesto, ai piedi delle Dolomiti, il Bad Moos Aqua Spa Resort diventa un osservatorio interessante su questa fase di passaggio: da una parte le ultime sciate della stagione, dall’altra una proposta di benessere che cerca strade meno consuete.
L’elemento più insolito è il bagno sonoro con le campane tibetane. Si svolge nella Grotta relax, illuminata dalle candele, dove gli ospiti si distendono sui letti ad acqua e si lasciano accompagnare dalle vibrazioni sonore. È una delle esperienze che caratterizzano l’area sauna e che danno al dopo sci un tono meno convenzionale.
Accanto a questo c’è la Longevity Zone della Spa Soma & Anima, dedicata a trattamenti che puntano su gestione dello stress, equilibrio sonno-veglia, performance mentale e fisica. Tra questi compare anche la fotobiomodulazione, tecnica basata sull’emissione di energia luminosa.
Fuori dalla spa restano le ultime occasioni per vivere la montagna invernale. Gli impianti della Croda Rossa sono appena fuori dall’hotel e permettono di raggiungere il comprensorio Drei Zinnen, con 115 chilometri di piste. In alternativa, la Scuola di Alpinismo Tre Cime organizza escursioni guidate con le ciaspole in quota, alla scoperta di zone meno battute.
La Pasqua, da queste parti, ha anche un forte legame con i riti del territorio. Nel vicino centro di San Candido tornano la caccia alle uova e le usanze legate alle uova decorate, mentre il Sabato Santo resta il giorno della benedizione del cibo, con pani tipici all’anice, uova sode colorate, speck, prosciutto pasquale, asparagi e rafano.
Il Bad Moos diventa così un punto d’appoggio per una vacanza che non si esaurisce nella spa o nelle piste, ma si allarga al paesaggio e alle consuetudini dell’Alto Adige. Le campane tibetane sono il dettaglio che sposta il racconto fuori dai cliché della classica Pasqua in montagna e aggiunge una nota inattesa a un soggiorno ancora immerso nella neve.
