Delitto di La Salle, Teima: «Solidarietà alla famiglia di Auriane, ribadisco di non averla uccisa»
Il giovane ha reso spontanee dichiarazioni all'inizio della penultima udienza del processo
Alla penultima udienza del processo per l’omicidio di Auriane Nathalie Laisne, è tornato a parlare l’unico imputato, il 23enne Sohaib Teima. Il giovane ha reso spontanee dichiarazioni in aula, ribadendo quanto ha sostenuto fin dal momento del suo arresto: di essere innocente.
Le parole di Teima
Teima aveva parlato soltanto nella prima udienza. Durante il dibattimento ha scelto di non essere sottoposto all’esame delle parti.
«Vorrei esprimere dolore per Auriane – ha detto Teima di fronte alla corte d’assise di Aosta -. Una ragazza a cui sono fortemente legato, nonostante alcuni momenti che non sono stati facili. Vorrei esprimere la mia solidarietà alla famiglia di Auriane, per il dolore che prova, ribadisco di non averla ucciso e spero che sia fatta giustizia e si cerchi la verità».
Sohaib Teima è a processo con l’accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione e dal vincolo del legame affettivo e occultamento di cadavere. Nell’udienza di mercoledì scorso, la procura ha chiesto per lui la condanna all’ergastolo.
(t.p.)
