Parmigiano, Bertinelli: Usa -16% import gennaio, ma atteso +2,5% in 2026
Milano, 26 mar. (askanews) – Per il Parmigiano Reggiano gli Stati Uniti sono un mercato strategico, il primo per incidenza sul totale estero. Lì lo scorso anno sono approdate 16.800 tonnellate della Dop italiana, il 2,3% in più rispetto a un anno prima, nonostante le turbolenze e le minacce di dazi che poi si sono parzialmente concretizzate. Parliamo di un 9% a volume (un 16% a valore) sul totale del mercato dei formaggi a pasta dura, che il Consorzio di tutela punta a far crescere anche quest’anno nonostante la doccia gelata di gennaio.
“Il 2025 è andato bene, abbiamo aumentato le esportazioni negli Stati Uniti, però il 2026 vede un inizio assolutamente negativo – ha detto il presidente del Consorzio, Nicola Bertinelli – Si pensi che a gennaio 26 sullo stesso mese del 2025 siamo a un -16% per le importazioni da parte degli operatori americani. È calata la domanda di Parmigiano Reggiano? No, pesa l’incertezza”. “Di fronte a un ‘non ho la più pallida idea di quello che accadrà’, gli operatori si fermano – ha spiegato ancora Bertinelli – Sicuramente quanto sta accadendo in Medio Oriente non aiuta lo scenario perché il costo dei noli sta già aumentando a doppia cifra. E poi c’è tutto il costo del packaging, della plastica. Quindi sì, gli Stati Uniti sono il nostro primo mercato e viviamo questa incertezza”.
Nonostante le turbolenze e l’imprevedibilità, il presidente del Consorzio è ottimista sulla chiusura dell’anno. “Io non sono sinceramente preoccupato: vedo gli Stati Uniti col segno più a fine anno, direi con un +2,5%”. In questi casi “cerco di essere realista – prosegue Bertinelli – in Usa non si è fermata la domanda, la domanda è abbastanza rigida e se abbiamo tenuto con i dazi e il dollaro… Per adesso vedo solo un fermo delle importazioni, un fermo del sell-in”. E in effetti “A febbraio – ha spiegato poi il direttore generale del consorzio Riccardo Deserti – si è registrato al contrario un incremento del 21,4%, quindi il bilancio dei primi due mesi è dello 0,2%. Tra marzo e aprile vedremo se l’impatto dei nuovi dazi dagli avrà provocato un rallentamento, per ora siamo in una situazione di stabilità e tenuta del mercato”.
