Tunnel del Monte Bianco: timori per la riduzione del personale antincendio
L'ingresso lato Courmayeur del tunnel del Monte Bianco
Lavoro, Sicurezza
di Danila Chenal  
il 26/03/2026

Tunnel del Monte Bianco: timori per la riduzione del personale antincendio

Le rassicurazioni del presidente Testolin: «La procedura di appalto in corso richiede esattamente gli attuali livelli del servizio antincendio»

Tunnel del Monte Bianco: timori per la riduzione del personale antincendio. Le rassicurazioni del presidente Testolin: «La procedura di appalto in corso richiede esattamente gli attuali livelli del servizio antincendio».

Le preoccupazioni, a seguito di un nuovo affidamento, sono state al centro di due interpellanze in Consiglio Valle: una di Fratelli d’Italia e un’altra congiunta di Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine.

I timori

«La procedura è imminente e i dipendenti sono preoccupati perché si prospetta una significativa riduzione del personale, dovuta principalmente all’applicazione del diritto del lavoro francese, in quanto la sede sociale del Geie, che gestisce il traforo, si trova in Francia», ha osservato il consigliere di FdI Aldo Domanico.

Il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha inoltre sollecitato verifiche preventive affinché la futura composizione dell’organico assicuri la piena attuazione del Piano di intervento immediato per la sicurezza e del Piano di soccorso binazionale, evitando riduzioni che possano compromettere la sicurezza degli utenti del traforo.

La risposta

«Sulla questione, abbiamo adottato tutte le iniziative possibili per quanto di nostra competenza – ha spiegato il presidente della regione Renzo Testolin -. La procedura di appalto in corso richiede esattamente gli attuali livelli del servizio antincendio in coerenza con l’attuale piano interno di intervento e di sicurezza (squadre presenti 24 ore su 24, 7 giorni su 7). Attualmente è in corso la valutazione delle offerte pervenute e seguiremo con attenzione gli esiti della procedura».

Le repliche

«Nonostante si sia voluto dare un’apparenza di partecipazione e vigilanza sulla questione, traspare una certa frustrazione per non essere riusciti a incidere, malgrado le vostre numerose richieste di incontro, sempre respinte vista la procedura in corso», ha replicato il consigliere Manfrin.

«Concordo con il collega Manfrin – ha aggiunto il consigliere Domanico -, chiedo di continuare a vigilare e provare a fare il pugno duro con il Geie perché i lavoratori valdostani sono molto preoccupati per la situazione».

(re.aostanews.it)

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