Impianti funiviari dismessi, Sapinet: «la Regione eroga fondi per il loro smantellamento»
La Gran Baita di Breuil Cervinia
Ambiente, montagna, territorio
di Danila Chenal  
il 28/03/2026

Impianti funiviari dismessi, Sapinet: «la Regione eroga fondi per il loro smantellamento»

L'assessore alle Opere Pubbliche Davide Sapinet risponde in aula a FdI e La Renaissance che hanno tirato in ballo i 36 'scheletri di montagna' citati nel report Nevediversa di Legambiente

Impianti funiviari dismessi, Sapinet: «la Regione eroga fondi per il loro smantellamento».

Così l’assessore alle Opere Pubbliche Davide Sapinet nel rispondere in aula alle interpellanze di Fratelli d’Italia e La Renaissance che hanno focalizzato l’attenzione sul report di Nevediversa di Legambiente.

«La Valle d’Aosta risulta prima nell’arco alpino per strutture, ben 36, abbandonate in montagna che deturpano il paesaggio» ha sottolineato la consigliera Eleonora Baccini.

Le distinzioni

«Il report Nevediversa di Legambiente non distingue tra strutture pubbliche e private – ha premesso Sapinet – mentre la proprietà è importante non solo ai fini giuridici ma anche per determinare l’eventuale capacità delle amministrazioni in gioco di rendersi parte attiva in modo diretto o indiretto (con contributi e sostegni regionali e non). Le strutture di cui si parla nel quesito e nel report citato afferiscono a diverse tipologie e come detto non tengono conto di alcuni parametri quali proprietà, destinazione d’uso, stato effettivo dei luoghi».

I contributi

«Nel dicembre 2024 nella legge di bilancio – ha proseguito Sapinet -,  dando attuazione ad una espressa volontà politica, è stato inserito un articolo che prevedeva un finanziamento finalizzato allo smaltimento di vecchi edifici e manufatti attinenti a impianti a fune dismessi. La misura prevede un finanziamento nella misura dell’80% e sono ammissibili al contributo per lo smantellamento la sciovia Challand-Saint Anselme, la funivia  Breuil-Cima del Furggen di Breuil Cervinia, la sciovia di La Magdelaine, la funivia Plan Maison – Furggen (Breuil Cervinia), la sciovia di Ozein e la sciovia “Chapellette” (Breuil Cervinia). Ci sono poi gli impianti oggetto di smantellamento nell’ambito della realizzazione della nuova linea di trasporto “Breuil – Plan Maison – Plateau Rosa” (Breuil Cervinia)».

Le inesattezze

Sapinet ha segnalato, nell’ambito del report Nevediversa,  alcune inesattezze. «Sono state smantellate le seggiovie Orsia – Bedemie (Gressoney La Trinité),  Tihe – Payel (Valsavarenche),  lo skilift “Berio” di Ollomont ha riaperto mentre gli impianti del Col de Joux sono stati revisionati e collaudabili. Ci sono poi le altre casistiche citate, tendenzialmente le strutture turistico-ricettive, per cui l’assessorato al Turismo non dispone di un censimento sulle strutture abbandonate» ha puntualizzato.

«Se guardiamo in particolare ai 36 immobili elencati nel documento di analisi di Legambiente – ha chiarito, avviandosi alla conclusione Sapinet -, e in particolare agli 8 che sono ex alberghieri, ce ne sono 3 che recentemente hanno cambiato proprietà e per i quali ci sono notizie o procedimenti già avviati su progetti di riutilizzo alberghiero: tra questi ci sono i primi 2 individuati nel report di Legambiente (Busca-Thédy di Gressoney-La-Trinité e Gran Baita di Breuil-Cervinia).In conclusione mi pare anche che il report di Legambiente, al netto delle correzioni di cui ho citato alcuni esempi, evidenzi una situazione non drammatica con alcuni aspetti relative alle buone pratiche evidenziate in una delle ultime sezioni del complesso report interessanti».

(d.c.)

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