In Libano colpita postazione Unifil: morto un peacekeeper
Roma, 30 mar. (askanews) – Un peacekeeper dell’Unifil è stato ucciso la scorsa notte dall’esplosione di un proiettile all’interno di una postazione della Forza Onu nel Libano meridionale vicino ad Adchit Al Qusayr, mentre un secondo casco blu è rimasto gravemente ferito. Lo ha reso noto la stessa missione delle Nazioni unite in una dichiarazione.
L’Unifil ha espresso “le più profonde condoglianze” alla famiglia, agli amici e ai colleghi del peacekeeper morto “mentre portava coraggiosamente a termine i suoi compiti”, aggiungendo che i suoi “pensieri e le sue speranze” sono anche rivolti al militare ferito, attualmente ricoverato in ospedale in gravi condizioni.
La missione ha precisato di non conoscere per il momento l’origine del proiettile e di avere avviato un’indagine per chiarire tutte le circostanze dell’accaduto. Nel comunicato, l’Unifil ha rivolto un nuovo appello a “tutti gli attori” affinché rispettino i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale e garantiscano in ogni momento la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni unite, “astenendosi da azioni che possano mettere in pericolo i peacekeeper”.
La missione ha inoltre ricordato che gli “attacchi deliberati” contro i peacekeeper costituiscono “gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza” e “possono equivalere a crimini di guerra”.
“Su entrambi i lati della Blue Line sono già state perse troppe vite in questo conflitto”, ha aggiunto ancora l’Unifil, ribadendo che “non esiste una soluzione militare” e che “la violenza deve finire”.

